Il Forex: cosa sono i cambi valutari e come utilizzarli per fare trading

Si può fare trading sul Forex anche con un capitale di dimensioni ridotte. Vediamo quali sono le principali caratteristiche di questo mercato.

Un grafico economico su mobile

Il Forex (acronimo di Foreign Exchange Market) è il più grande mercato finanziario del mondo per volume e valore delle transazioni. E’ il mercato nel quale vengono scambiate le valute, sia per fini legati al commercio internazionale che con lo scopo di speculare sui movimenti dei tassi di cambio, attraverso le piattaforme di trading online.

Il mercato valutario è stato creato nel 1971, in conseguenza dell’introduzione dei tassi di cambio fluttuanti. Fino a quel momento, infatti, i tassi di cambio erano fissi e determinati tramite apposite convenzioni tra gli Stati.

È un mercato definito “over the counter“, in quanto non ha una sede fisica di scambio e le transazioni avvengono esclusivamente per via telematica, al di fuori dei circuiti borsistici ufficiali.

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Cosa sono i cambi valutari e come funzionano

Nel mondo del Forex le diverse valute possono essere scambiate sulla base di un sistema costituito da coppie predefinite (dette cambi valutari), per ciascuna delle quali il broker quota un tasso di cambio. Ogni cambio valutario è costituito dalla valuta base (detta anche valuta principale), posizionata al numeratore, e dalla valuta quotata (detta anche valuta secondaria), posizionata invece al denominatore. Nella coppia euro/dollaro statunitense (Eur/Usd) l’euro rappresenta, quindi, la valuta base mentre il dollaro è la valuta secondaria.

Il tasso di cambio indica le unità della valuta quotata necessarie per acquistare una unità della valuta base ed è il valore che viene visualizzato sulle piattaforme di trading di qualunque broker online.

Il valore del tasso di cambio può variare nel mercato sulla base di vari elementi. Tra i fattori di natura fondamentale che influenzano tale valore vi sono, innanzitutto, le aspettative degli operatori finanziari circa la politica monetaria delle banche centrali che emettono le due valute del cambio. Ad esempio, se in un determinato momento la Banca Centrale Europea annuncia che a breve procederà ad un rialzo del tasso di interesse di riferimento, mentre la Federal Reserve negli USA non ritiene di dover procedere ad un simile provvedimento, il tasso di cambio della coppia Eur/Usd tenderà a muoversi al rialzo in quanto gli investimenti in euro diventano più appetibili in confronto a quelli espressi in dollaro, rispetto al momento precedente tale annuncio, e quindi la valuta europea diventerà più appetibile per gli operatori del Forex. In generale, ogni altro fattore idoneo a generare aspettative positive (negative) sull’economia di uno Stato o di un’area monetaria determinerà un apprezzamento (deprezzamento) della relativa valuta rispetto alle altre, se queste ultime non sono caratterizzate dalle stesse aspettative da parte degli investitori.

Le valute più importanti, da cui derivano i principali cambi valutari negoziati nel Forex, sono:

  • dollaro statunitense (USD, è la valuta di gran lunga più negoziata),
  • euro (EUR), la sterlina (GBP),
  • Yen giapponese (JPY),
  • dollaro australiano (AUD),
  • dollaro neozelandese (NZD),
  • dollaro canadese (CAD),
  • franco svizzero (CHF).

Chi opera nel Forex

Coloro che partecipano agli scambi nel mercato del Forex a fini speculativi sono, principalmente, investitori istituzionali. Si definiscono così grandi società che svolgono professionalmente l’attività di gestione e investimento del capitale di terzi, come grandi banche d’affari (ad esempio, JP Morgan), fondi sovrani e fondi di investimento, ma partecipano anche le banche centrali. Va sottolineato che le negoziazioni per scopi esclusivamente speculativi, cioè finalizzate ad ottenere un profitto dall’oscillazione dei tassi di cambio, rappresentano la grande maggioranza degli scambi che avvengono nel Forex, mentre solo una minoranza è rappresentata dagli scambi di valute tra aziende multinazionali, finalizzati al pagamento delle rispettive transazioni commerciali.

Alle speculazioni partecipano, ovviamente, anche i retail trader, ovvero piccoli operatori che investono il proprio capitale (generalmente molto più piccolo rispetto a quello di cui dispongono gli investitori istituzionali) allo scopo di accrescere il proprio conto trading. I retail trader sono in netta minoranza nel mercato valutario e devono necessariamente avvalersi di un broker per poter accedere al mercato e fare trading sui cambi valutari.

Il mercato valutario è adatto anche per trader meno esperti che muovono i primi passi nel mondo del trading in quanto, grazie all’utilizzo della leva finanziaria, si può accedere alle negoziazioni con un capitale molto limitato, anche di poche centinaia di euro. Inoltre, è disponibile in internet, anche gratuitamente, una grande quantità di materiale formativo, a volte messo a disposizione dai broker, tramite il quale un aspirante trader può cominciare il proprio percorso di studi.

I vantaggi associati al trading sul Forex

Il mercato del Forex consente ad un trader poco esperto e poco capitalizzato di cominciare a fare trading con un piccolo conto, grazie alla leva finanziaria e alla possibilità di effettuare transazioni di controvalore limitato con l’utilizzo di piccole size di entrata a mercato (mini e micro lotti), che ogni broker ormai mette a disposizione dei trader.

Grazie all’elevato volume di transazioni che lo caratterizza, è un mercato molto liquido. Questo significa che è sempre possibile trovare delle controparti disposte a scambiare valute al prezzo desiderato e non si resta, quindi, mai bloccati in una posizione dalla quale si vorrebbe uscire.

Sempre in virtù dell’elevata mole di volumi scambiati, è un mercato non manipolabile da uno o pochi soggetti nel lungo termine. I tassi di cambio possono essere influenzati soltanto nel breve termine in caso di entrata a mercato con grandi quantità effettuata da un importante investitore istituzionale.

È un mercato aperto 24 ore su 24, per cui consente ad ogni trader di gestire liberamente gli orari di lavoro sulla base dei propri impegni e delle proprie preferenze.

Operare sui mercati: differenza tra Long e Short

Nel gergo del trading, entrare a mercato “long” significa effettuare un’operazione di acquisto, quindi nel caso del Forex significa essere compratori della valuta base e venditori della valuta quotata. Si usa questo termine perchè solitamente la salita di un mercato tende sempre ad essere lenta, graduale e duratura nel tempo (quindi “lunga”).

Al contrario, l’entrata a mercato “short” è un’operazione di vendita e viene definita così perchè il ribasso tende ad essere molto intenso ma concentrato in un periodo di tempo breve (quindi “corto”, traduzione di short).

Quando si effettua un’operazione nel Forex bisogna prestare molta attenzione al differenziale di tasso esistente tra le due valute del cambio su cui si opera: se si è in posizione di acquisto sulla valuta con tasso di interesse più basso e si rimane a mercato dopo la mezzanotte, il broker addebiterà al trader il cosiddetto swap, ovvero una commissione il cui importo dipende dall’ampiezza del differenziale di tasso. È un fattore di rilievo soprattutto per chi ha un’operatività multiday, ossia che tende a prolungarsi per diversi giorni.

Operare sui mercati: differenza tra Bid e Ask

Il termine “Bid” si riferisce al prezzo massimo che un investitore è disposto a pagare per acquistare un determinato strumento finanziario. Nella piattaforma di trading rappresenta, quindi, il prezzo al quale un trader può vendere un asset. È detto anche “prezzo denaro”.

Al contrario, per “Ask” si intende il prezzo minimo che un venditore è disposto ad accettare per vendere uno strumento finanziario. Viene definito anche “prezzo lettera” e nella piattaforma di trading rappresenta il prezzo al quale un trader può acquistare un asset.

Nella prassi operativa dei broker il prezzo ask è sempre superiore rispetto al prezzo bid, a causa della presenza dello spread, che è una componente importante dei ricavi dell’intermediario essendo il corrispettivo percepito dal broker in cambio dei servizi offerti al trader.

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I migliori broker per tradare sul Forex

In linea generale, soprattutto nella scelta del primo broker per un trader novizio, è importante verificare che questo sia regolamentato e autorizzato a prestare i propri servizi all’interno dell’Unione Europea, perché le autorità di vigilanza dei Paesi europei prevedono un sistema di regole molto rigido che i broker devono rispettare a tutela dei risparmi dei clienti.

Importante è anche verificare l’efficienza del servizio di assistenza clienti nel rispondere a qualunque richiesta di intervento perché alcune problematiche rilevanti, riguardanti soprattutto la piattaforma di trading o la procedura di prelievo dei fondi, è importante che vengano risolte tempestivamente.

Un broker che rispetta questi requisiti e, in più, garantisce costi di negoziazione (sotto forma di spread) molto ridotti è ActivTrades. È un broker attivo da 20 anni, regolamentato in Inghilterra, ma con uffici anche a Milano ed è autorizzato a prestare servizi di investimento in Italia dalla Consob.

Strategie di trading per operare nel mercato del Forex

Esistono tantissime strategie per operare nel mercato del Forex, ma sostanzialmente vi sono tre diverse tipologie di operatività.

  • Si può, innanzitutto, operare a favore di trend, magari utilizzando una media mobile. Si potrebbe operare al rialzo quando i prezzi sono sopra la media mobile, sfruttando i segnali di ipervenduto di un oscillatore come l’RSI (Relative Strength Index), e viceversa operare al ribasso quando i prezzi sono sotto la media mobile.
  • È possibile anche prevedere un’operatività controtrend, finalizzata cioè a cogliere momenti di inversione o correzione di un trend. In questi casi si potrebbe attendere la formazione sul grafico dei prezzi di una delle figure di inversione tipiche dell’analisi tecnica come il doppio massimo, il doppio minimo e il testa e spalle.
  • Infine, è possibile operare anche in situazioni di mercato laterale, individuando i livelli di supporto e resistenza che delimitano il trading range in queste situazioni: si compra quando il prezzo è nei pressi del supporto e si vende quando il prezzo tocca la resistenza, magari con l’aiuto anche in questo caso dei segnali di un oscillatore.

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