Quanto è rischioso fare trading? Le cose essenziali da sapere per proteggere il capitale

Se il concetto di rischio è vissuto come qualcosa con il quale non vorremmo avere a che fare, possiamo scoprire tuttavia da quali vantaggi è compensato

Trading e rischio

Nella nostra cultura il concetto di rischio è vissuto come qualcosa che rievoca scenari con i quali non vorremmo avere a che fare, tuttavia se pensiamo ad alcune delle attività più rischiose sia in ambito finanziario, sportivo o lavorativo, scopriamo come il rischio sia compensato largamente da vantaggi economici o sociali.

Per esempio nel mercato dei finanziari siamo soliti notare come il rischio del capitale sia associato a una percentuale di rendimento migliore che non invece ai prodotti finanziari meno rischiosi come ad esempio i buoni ordinari del Tesoro. Essi sono titoli a breve termine emessi due volte al mese tramite un’asta per provvedere alla alle mancate coperture dei flussi di cassa irregolare così la liquidità del sistema economico nazionale. La remunerazione dei BOT è direttamente correlata con il loro prezzo d’acquisto calcolato come il valore nominale del titolo e il suo prezzo di emissione, è indirettamente correlata alle aspettative va che lo stato possa o meno provvedere alla copertura dei suoi ho bisogno economici e quindi sostanzialmente alla probabilità sarà ridotta del suo fallimento.

Come termine di paragone si possono osservare come i buoni del Tesoro usa hanno un generato un rendimento nel corso di poco più di 100 anni di solo il 4,1% all’anno, paragonate a strumenti più rischiosi come le azioni che hanno avuto invece un rendimento di circa il 12%

Dobbiamo imparare a valutare in modo corretto il rischio mettendolo in rapporto al suo potenziale rendimento.

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Risk management e money management

Con risk management si intende tutto ciò che riguarda la gestione della posizione, la scelta dell’asset sul quale investire e l’eventuale portafoglio, se abbiamo in mente di creare una diversificazione dei nostri investimenti. Mentre il money management è più strettamente connesso con l’attività che dobbiamo intraprendere, se scegliamo di aprire posizioni nel breve termine. È possibile seguire delle regole di base che sono universalmente valide per la gestione di una posizione. Ecco le regole più importanti.

Investire una certa percentuale del capitale tale che questa possa venire recuperata in caso di perdite consecutive.

Questa percentuale e grosso modo intorno al 2-3% massimo, con un rapporto di rischio/rendimento minimo di almeno 1:1 se non 1:1,5. Questo ci permette nel giro di pochi trade vincenti di ricominciare ad andare in profitto, considerando che a ogni nuova operazione, successiva a una serie di perdite, a parità di percentuale di capitale rischiato, abbiamo un rendimento assoluto inferiore rispetto alla cifra iniziale. Sempre e almeno finché non si riesce a recuperare l’intero capitale, è meglio seguire un approccio detto antimartingala. Ovvero nel quale il rischio in termini assoluti diminuisce col diminuire del capitale.

È importante oltretutto stare attenti a non cercare di ottenere un guadagno mediando in perdita ovvero continuando a investire su una posizione che va contro le nostre aspettative, nella speranza che prima o poi si avverino, facendoci recuperare il capitale. Ad esempio continuando a comprare per una posizione in acquisto a prezzi sempre più bassi o sempre più alti se aperta in vendita.

Ovviamente l’investimento complessivo dovrebbe essere diversificato, posto quindi su prodotti che non sono in correlazione tra di loro. Avremmo altrimenti un effetto sul nostro portafoglio che sarà eccessivo rispetto a quanto ci saremmo aspettati di rischiare.

C’è da mettere in evidenza che esiste comunque un rischio inevitabile che è il rischio sistemico, costituito dai generali fattori di rischio insiti nell economia, i quali influenzano il mercato nel suo complesso, influendo quindi necessariamente anche sulla nostra operatività.

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