Inferno bitcoin per una donna: a rischio 8 milioni di euro

Il caso: una donna brindisina possiede 8 milioni di euro in Bitcoin, ma non può incassarli. Si è rivolta ad un professionista specializzato.

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Per custodire i Bitcoin e proteggerli dalla volatilità del mercato delle criptovalute esistono i cosiddetti “wallet” (letteralmente “portafogli”). All’interno di essi, si possono custodire con maggiore sicurezza i propri risparmi in valuta digitale. Peccato che talvolta, diversamente dai normali portafogli, possa essere assai difficile aprirli e prelevare il denaro.

É quanto racconta la storia paradossale e drammatica di una donna di Brindisi, che si è racconta al programma televisivo “Le Iene”.

Madre di due figli, la giovane brindisina ha perso il marito in un tragico incidente stradale. L’uomo investiva in criptovalute con discreti successi, e le ha lasciato un tesoretto di 2 milioni di euro, lievitato poi ad una cifra di ben 8 milioni con la crescita degli interessi. Il denaro è custodito in una serie di portafogli virtuali protetti da una serie di password.

A causa della repentina scomparsa del marito, la vedova non ha avuto accesso alle informazioni per desegretare i wallet. Pertanto, è al momento impossibilitata ad incassare questa cifra da capogiro che le cambierebbe la vita.

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Una serratura senza chiave per il tesoretto di Bitcoin

La donna si è dunque rivolta al consulente informatico forense Paolo del Checco per sboccare la situazione. Il professionista ha dichiarato: «non ho mai visto nulla di simile». Il livello delle misure di sicurezza di cui l’accorto investitore si era dotato è infatti meticoloso e difficilmente districabile anche per un esperto.

Dopo un anno di duro lavoro, ancora nessun risultato. La coniuge non ha infatti nessun diritto o garanzia sul conto in Bitcoin del marito, diversamente da quanto avverrebbe con un tradizionale conto in banca in denaro corrente.

Se non si posseggono le chiavi, è spesso quasi impossibile aprire la serratura del baule che contiene un tesoro inestimabile in moneta digitale come questo. Possedere 8 milioni di euro su pendrive senza effettivamente possederli potrebbe diventare un fatto con cui fare i conti, per quanto paradossale e frustrante possa essere.

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