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Adesso se perdi il lavoro non smetti di versare i contributi: la novità che salva la pensione

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Lavoro instabile o licenziamento improvviso: in ogni caso puoi evitare di smettere di versare i contributi salvando la pensione

Nel 2024 i salari degli italiani non crescono, sono uguali a quelli di 40 anni fa. Il caro vita però influisce sulle spese mensili familiari e il potere d’acquisto crolla vertiginosamente. Si spera in un 2025 migliore ma la verità è che la situazione finanziaria degli italiani non potrà cambiare radicalmente da un anno all’altro, motivo per cui c’è da stringere i denti e risparmiare, aspettando tempi migliori.

Perdi il lavoro? Puoi comunque pagare i contributi – trading.it

La questione ‘lavoro’ in Italia è tra le più dibattute. In pochi anni abbiamo perso più di 100mila studenti: sono andati tutti all’estero per via dei salari troppo bassi e la poca disponibilità di lavoro. Contratti brevi, rapporti di lavoro instabili e assunzioni discontinue fanno sì che perdere il lavoro è ormai sempre più facile, non solo per i più giovani, ma anche per chi è ormai integrato da tempo.

Proprio questa fragilità del mondo del lavoro non permette buone retribuzioni e al tempo stesso dà scarsi vantaggi sul piano pensionistico. La pensione di vecchiaia diventa sempre più lontana e con un contributo mensile molto basso anche per chi ha lavorato tutta la vita. Per cercare di arginare questi danni, in Italia è possibile appellarsi ad alcune soluzioni temporanee.

Soluzioni per quando si perde il lavoro: così si salva la pensione

Si sente spesso parlare di versamenti di contributi volontari per andare in pensione però non tutti conoscono il procedimento. Si tratta di versamenti che si possono effettuare personalmente, in modo spontaneo, per perfezionare i requisiti di assicurazione e ottenere il diritto alla pensione, oppure semplicemente per investire nella propria futura pensione per ottenere un contributo mensile più cospicuo, anche nel caso in cui si siano raggiunti i requisiti specifici.

Si perde il lavoro? Almeno non la pensione! Come pagare i contributi volontari – trading.it

Quindi, contributi volontari consentono anche di coprire eventuali periodi scoperti dopo la fine del lavoro. Certo, le cifre sono rilevanti, e non sempre i lavoratori disoccupati possono permettersele, ma nel caso in cui si parla di lassi di tempo brevi, oppure nel caso si fosse riusciti a mettere soldi da parte, allora sarebbe bene pagare contributi volontari per non avere ripercussione sulla futura pensione.

Per legge, la somma massima deducibile dall’imponibile Irpef per ogni anno è di 5.164 euro, a prescindere dalle proprie volontà e possibilità economiche non può essere superato il tetto massimo, motivo per cui può essere molto utile nel caso in cui ci si ritrovi per qualche mese scoperto dal punto di vista lavorativo.

Claudia Manildo

Giornalista pubblicista e content editor, sono laureata all'Università di Siena in Comunicazione e all'Università di Parma in Giornalismo e Cultura Editoriale. Scrivere, oltre che un lavoro, è una missione quotidiana. Sono editor e correttore bozze freelance e nel tempo libero recensisco libri. Appassionata di sociologia e di interazione uomo-macchina, nel 2022 ho pubblicato il mio primo saggio per deComporre Edizioni.

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