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Affitti: adesso il proprietario può trattenere la cauzione con questo cavillo, grosso danno economico

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Come trattenere la cauzione in caso di successione di contratto d’affitto a nuovi inquilini: cosa dice la legge 

Nel mondo immobiliare tutte le tipologie di affitto fanno appello a differenti contratti che organizzano l’accordo tra le parti. Tutto ciò che è necessario alla tutela, ma anche all’esposizione dei doveri relativi ai comportamenti nei confronti dell’immobile, è elencato nelle varie sezioni del contratto.

Affitti: adesso il proprietario può trattenere la cauzione con questo cavillo, grosso danno economico -trading.it

Il delicato equilibrio tra diritti e doveri spesso mette in crisi i proprietari e gli affittuari: ognuno vuole tutelarsi, e da una parte il proprietario tende a rendere il contratto a suo favore, dall’altra l’affittuario a volte tende a non rispettare il contratto per impugnare più diritti.

Uno dei punti più sensibili di questo rapporto riguarda infatti la cauzione, ossia quella somma che l’inquilino versa al momento della firma del contratto, a garanzia del corretto utilizzo dell’immobile. In generale dovrebbe essere riconsegnata al momento della chiusura del contratto stesso, ma i proprietari si possono appellare a più ‘cavilli’ per evitare di riconsegnarla. Tutto sta nella condizione dell’appartamento nel momento della riconsegna al proprietario. Vediamo però nel dettaglio come la legge regola queste dinamiche.

Quali sono le condizioni in cui il proprietario può trattenere la caparra

Una volta che il contratto si chiude, quando il proprietario può tenersi per sé la caparra e quando è tenuto a restituirla? È bene venire a conoscenza di queste dinamiche dal momento in cui affittare un immobile può interessare a tutti e non sempre ci si trova di fronte persone leali. L’articolo 1590 del Codice Civile stabilisce che l’inquilino deve restituire l’immobile nello stato in cui l’ha trovato, fatta eccezione per il normale degrado dovuto all’usura del tempo.

Quali sono le condizioni in cui il proprietario può trattenere la caparra – trading.it

Quindi cosa significa nel dettaglio? Un mobile usurato è diverso da un mobile rotto, ma c’è una soglia sottile a dividere le due casistiche. Ecco il “cavillo” che rende questa pratica possibile: non basta che i danni siano visibili, ma devono essere documentati. Con la documentazione dei danni, anche se spesso minimi, il proprietario può evitare di stornare la caparra.

Un consiglio per la tutela di entrambe le parti sarebbe quello di fare video e foto per eregistrare lo stato della casa al momento della consegna all’inquilino. Secondo il Codice Civile, infatti, gli inquilini non sono obbligati a rimettere a nuovo l’immobile: parquet, tapparelle e mobili usurati dal tempo non devono gravare sulle tasche dell’inquilino ma del proprietario. Nel caso in cui non si trovasse un accordo tra le parti, il valore dei danni dovrà essere determinato dal giudice che valuterà in modo imparziale.

Claudia Manildo

Giornalista pubblicista e content editor, sono laureata all'Università di Siena in Comunicazione e all'Università di Parma in Giornalismo e Cultura Editoriale. Scrivere, oltre che un lavoro, è una missione quotidiana. Sono editor e correttore bozze freelance e nel tempo libero recensisco libri. Appassionata di sociologia e di interazione uomo-macchina, nel 2022 ho pubblicato il mio primo saggio per deComporre Edizioni.

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