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Economia e Finanza

Annullamento Bonus Nido: che fare con le domande respinte e quanto si perde

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Il bonus nido verrà annullato per molte famiglie: cosa bisogna fare con le domande respinte?

Nel vasto panorama degli incentivi messi a disposizione dal Governo per venire incontro alle esigenze dei cittadini, troviamo il bonus nido. Esso consiste in un contributo economico erogato alle famiglie intenzionate ad iscrivere i propri figli all’asilo, che sia pubblico o privato. Negli ultimi tempi, infatti, moltissimi genitori si sono trovati in difficoltà nel far fronte alle spese da sostenere: il supporto ha l’obiettivo di aiutare proprio questi ultimi nella gestione dei più piccoli.

Annullamento Bonus Nido: che fare con le domande respinte e quanto si perde – trading.it

Possono beneficiare del bonus nido coloro che hanno bambini di età inferiore ai 3 anni e che rispettano una serie di requisiti. Come accade con gli altri incentivi del Governo, l’ISEE gioca un ruolo centrale nell’accesso al sostegno economico determinando anche a quanto ammonterà la prestazione. Questa rappresenta sicuramente un utile aiuto per le famiglie in difficoltà, tuttavia con la nuova Legge di Bilancio sono previsi dei cambiamenti importanti.

Nei prossimi mesi, molti genitori potrebbero dover rinunciare al bonus: secondo le previsioni, infatti, ci saranno importi che verranno congelati. Le variazioni in arrivo a partire dal 2025 stanno già preoccupando le famiglie, che rischiano di trovarsi nuovamente a dover sostenere spese considerevoli senza poter contare su alcun aiuto.

Bonus nido, chi rischia l’annullamento e perché

Il primo requisito fondamentale per beneficiare del bonus nido è l’ISEE. Le soglie coinvolte sono le seguenti: per un importo massimo di 25.000 euro, l’incentivo è equivalente a 3.000 euro all’anno; a un valore massimo di 40.000 euro, invece, corrisponde un bonus di 2.500 euro annuali; infine, se l’indicatore supera i 40.000 euro, l’incentivo è di 1.500 euro all’anno.

Bonus nido, chi rischia l’annullamento e perché – trading.it

Come affermato in precedenza, è fondamentale anche che il figlio da iscrivere all’asilo abbia un’età inferiore ai 3 anni. Nel 2025, inoltre, verranno introdotte alcune novità degne di attenzione: l’importo del bonus per i nuovi nati è stato aumentato e i richiedenti non dovranno più rispettare il requisito di avere un altro figlio minore di 10 anni per poter ottenere l’incentivo.

A presentare domanda per il bonus nido deve essere il genitore che si occuperà del pagamento della retta dell’asilo. Nel caso in cui dovessero essere entrambi a sostenere tale spesa, tutti e due i genitori potranno procedere con la richiesta. Questi, inoltre, devono avere residenza in Italia ed essere in possesso di cittadinanza italiana (o UE), status di rifugiato, protezione sussidiaria o permesso di soggiorno di lungo periodo.

Si precisa che la domanda è da presentare entro il 31 dicembre 2024. Ciò vale anche per coloro che beneficiano già dell’incentivo: la richiesta, infatti, deve essere rinnovata ogni anno altrimenti non si avrà diritto al bonus. Per farlo, basta accedere al sito dell’Inps (tramite Cie, Cns o Spid) presentando la documentazione richiesta.

Cindy D

Classe 1997, dopo la laurea in Scienze sociali per la globalizzazione ho iniziato a collaborare con diverse redazioni. Appassionata di scrittura da sempre, mi interessano soprattutto i temi sociali e di attualità.

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