Anticipo+TFR+conviene+chiedere+l%26%238217%3Banticipo+appena+possibile+al+datore+di+lavoro
tradingit
/anticipo-tfr-conviene/amp/
Economia e Finanza

Anticipo TFR conviene chiedere l’anticipo appena possibile al datore di lavoro

Published by

Chiedere l’anticipo TFR conviene? Oggi scopriremo quali sono i vantaggi e gli svantaggi di una scelta d’emergenza concessa ai lavoratori dipendenti.

In un periodo di difficoltà economica può accadere che un lavoratore dipendente abbia bisogno di liquidità. La normativa attualmente in vigore prevede la possibilità per il dipendente di chiedere l’anticipo del trattamento di fine rapporto, in presenza di specifiche condizioni.

Canva

Il trattamento di fine rapporto è una somma di denaro che deve essere accantonata ogni anno dal datore di lavoro. La quota messa da parte è proporzionata alla retribuzione di ogni singolo dipendente.

Lasciare il denaro in azienda permette al lavoratore di beneficiare della maturazione di interessi. Tuttavia può capitare che, per esigenze di liquidità, il lavoratore possa aver bisogno di quel denaro.

A tale proposito, la normativa in vigore prevede la possibilità per il lavoratore dipendente di chiedere un anticipo TFR in presenza di specifiche condizioni.

Anticipo TFR conviene? Facciamo chiarezza

Il TFR è una somma di denaro che il datore di lavoro ha il dovere di accantonare annualmente in proporzione alla retribuzione di ogni singolo dipendente. La quota viene accantonata su fondo e prevede la maturazione gli interessi.

Secondo quanto stabilito dalla legge, il lavoratore dipendente che ha maturato almeno 8 anni di anzianità di servizio ha la possibilità di presentare richiesta al datore di lavoro per ottenere un anticipo trattamento di fine rapporto, pari a 70% della somma accantonata.

Il datore di lavoro non è obbligato ad accettare la richiesta. Inoltre, egli ha la possibilità di erogare l’anticipo del TFR solo in favore di lavoratori che non hanno precedentemente effettuato richiesta.

Ad ogni modo, per poter accedere l’anticipo del TFR è necessario fornire una giustificazione valida.

La legge prevede la possibilità di erogare il 70% dell’importo maturato, se la liquidità serve ad affrontare una delle seguenti spese:

  • Acquisto prima casa per sé stessi o per un figlio
  • Ristrutturazione prima casa di proprietà
  • Spese sanitarie e mediche per sé stessi, per il coniuge o per i figli.

Pro e contro della richiesta

Avanzare una richiesta di anticipo TFR può avere i suoi pro e i suoi contro. Ad ogni modo, la regola generale prevedi di non accedere alla forma di denaro accantonato dal datore di lavoro, a meno che non se ne abbia realmente bisogno; e, dunque, solo nei casi di necessità di liquidità previsti dalla legge.

In linea generale, infatti, conviene lasciare la somma di denaro nel fondo in cui è accantonata e dove avviene la maturazione di interessi. In questo modo, il dipendente riceverà una somma di denaro più alta al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

Ad ogni modo, la vera differenza la fa il reddito percepito dal lavoratore. Infatti, richiedendo l’anticipo del TFR in busta paga la somma di denaro viene sottoposta ad una tassazione separata.

In particolare, per i redditi fino a 15.000 euro è applicata un’aliquota Irpef del 23%, di conseguenza non c’è alcuna differenza per il lavoratore. Tuttavia, per i redditi superiori a €15.000 l’aliquota Irpef applicata sul Tfr anticipato è più alta. In tal caso, la scelta di richiedere la somma di denaro all’azienda è chiaramente un’opzione svantaggiosa per il lavoratore.

Floriana Vitiello

Aspirante giornalista. Si occupa della stesura di articoli per il web da oltre 5 anni. La scrittura è la sua più grande passione. Dopo diversi progetti editoriali in veste di Ghostwriter, approda su Trading.it e si dedica all’elaborazione di testi riguardanti pensioni, fisco e tasse. Impegnata in diversi progetti editoriali.

Recent Posts

Indennità di accompagnamento 2026: aumenta l’assegno mensile, i nuovi importi

Nel 2026 l’indennità di accompagnamento aumenta e raggiunge 551,53 euro al mese. La prestazione assistenziale…

10 ore ago

Pensione a 64 anni: lo stipendio può fare la differenza anche con meno di 20 anni di contributi

Nel sistema pensionistico contributivo non conta solo quanti anni si lavora, ma anche quanto si…

1 giorno ago

Pensione con pochi contributi: le strade possibili oggi con 5, 10 o 15 anni di versamenti

Non sempre servono 20 anni di contributi per ottenere una pensione. In alcune situazioni specifiche…

5 giorni ago

Ferie non godute: la Corte d’Appello chiarisce quando spetta l’indennità

Le ferie non godute tornano al centro del diritto del lavoro con una nuova decisione…

6 giorni ago

BTP Valore marzo 2026: perché il nuovo titolo di Stato ha attirato oltre 16 miliardi dai risparmiatori

La settima emissione del BTP Valore si chiude con una raccolta superiore a 16 miliardi…

1 settimana ago

TFS dei dipendenti pubblici: la Corte Costituzionale fissa la scadenza e mette sotto pressione il Parlamento

Il pagamento della liquidazione dei dipendenti pubblici torna al centro del dibattito istituzionale. La Corte…

1 settimana ago