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Borsa e Mercati

Apertura borse in verde ma il timore sale e l’oro brilla più che mai. Vediamo perché può deludere e le possibili alternative

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Trend rialzista per piazza affari, ma borse europee confuse: i dazi di Trump protagonisti e l’esplosione dell’oro come nuovo focus per i trader 

La prima apertura dei mercati per questa nuova settimana lascia segnali evidenti sui nuovi progetti geopolitici che stanno animando gli scenari delle superpotenze. Molto forte l’oro, incertezza in borsa e timore per i dazi, sono tutte variabili che abbiamo già analizzato e che continuano anche oggi, 10 febbraio, a essere protagoniste. Ecco gli indici di apertura dei mercati europei di oggi:

Quando borsa ed oro si muovono di pari passo: non è vero che sono sempre a correlazione inversa -trading.it
  • FTSE MIB (Milano): +0.18%
  • DAX (Francoforte): +0,2%
  • CAC 40 (Parigi): +0,06%
  • IBEX 35 (Madrid): -0.06%
  • FTSE 100 (Londra): -0,07%

Il presidente Donald Trump ha comunicato l’introduzione di nuovi dazi del 25% su tutte le importazioni di acciaio e alluminio, da aggiungersi a quelli già in vigore sui metalli. Inoltre, sempre il Presidente USA, ha dichiarato che nei prossimi giorni verranno annunciati dazi reciproci, affermando: “Molto semplicemente, se loro ci fanno pagare, noi facciamo pagare loro”.

Ciò fa intuire il motivo legato a borse europee così frastagliate e incerte. Queste misure, insieme all’avvio dei dazi di ritorsione della Cina sulle esportazioni statunitensi, in vigore da oggi, stanno alimentando le preoccupazioni circa l’inizio di una possibile guerra commerciale prolungata, con il rischio che le imprese debbano trasferire costi più elevati ai consumatori.

Consigli per i Trader: strategie per sfruttare la situazione di confusione

Gli analisti su questo punto prevedono che per compensare in parte l’impatto delle nuove tariffe le valute dei paesi colpiti tenderanno a deprezzarsi rispetto al dollaro. Non c’è poi da escludere che queste dinamiche potrebbero inoltre esercitare una pressione al rialzo sull’inflazione statunitense, restringendo il margine di manovra della Federal Reserve.

Consigli per i Trader: strategie per sfruttare la situazione di confusione  -trading.it

Sul fronte delle materie prime, l’escalation della guerra commerciale continua a spingere l’oro a raggiungere nuovi  massimi storici a 2.889 dollari l’oncia. Queste variabili, sia a livello globale che regionale, creano un quadro complesso, vediamo di capire come dovrebbe reagire il trader e quali spunti può utilizzare per le proprie strategie.

In un contesto di mercati in evoluzione e tensioni geopolitiche, gli operatori possono valutare diverse strategie. Vi diamo qualche suggerimento sul quale fare focus.

  • Investire in argento e platino
    L’argento, grazie alle sue numerose applicazioni industriali—soprattutto nelle tecnologie verdi—e il platino, fondamentale nell’industria automobilistica, offrono interessanti prospettive di crescita. Con l’espansione delle industrie verdi, molti analisti prevedono che il prezzo dell’argento nel 2025 possa raggiungere nuovi picchi da tenere in considerazione.
  • Azioni minerarie
    Un’altra opzione consiste nell’investire in società minerarie consolidate. Queste aziende possono offrire potenziali rendimenti elevati, in quanto, avendo l’oro come protagonista, sono influenzate positivamente anche le performance azionarie del settore minerario.
  • ETF e altri derivati
    Per chi preferisce una gestione più passiva del portafoglio, gli ETF (Exchange Traded Funds) e altri strumenti derivati offrono esposizione al settore dei metalli preziosi senza la necessità di possederli fisicamente. Questi strumenti offrono liquidità e flessibilità, e permettono di azzerare i costi di mantenimento che invece sarebbero legati alla conservazione del bene materiale.
  • L’Oro come bene rifugio
    Tradizionalmente, l’oro è considerato un bene rifugio durante i periodi di incertezza economica. Guardando al fatto che il suo valore è in un trend in continua crescita, potrebbe rappresentare una valida alternativa per proteggere il portafoglio contro le turbolenze di mercato. Ma attenzione, perché investire nell’oro non è sempre la scelta più corretta.

Nonostante l’oro sia tradizionalmente considerato un bene rifugio, la sua capacità di proteggere il patrimonio non è sempre garantita. Ecco alcuni motivi per cui investire in oro, soprattutto per coprire rischi a breve termine, può rivelarsi meno efficace del previsto.

Perché a volte investire nell’oro non si rivela proficuo

  • Volatilità a breve termine: Sebbene l’oro tenda a conservare il suo valore nel lungo periodo, può essere soggetto a fluttuazioni imprevedibili nel breve termine. Ad esempio, durante la crisi finanziaria del 2008 il suo prezzo è calato del 30% in pochi mesi, per poi riprendersi.
Perché a volte investire nell’oro non si rivela proficuo -trading.it
  • Assenza di rendimenti passivi:
    A differenza di altri asset, come le azioni (che pagano dividendi) o le obbligazioni (che offrono cedole), l’oro non genera alcun flusso di reddito.
  • Costi nascosti:
    Possedere oro fisico comporta oneri aggiuntivi: è necessario sostenere spese per la custodia, l’assicurazione e il deposito, oltre al fatto che il prezzo di vendita tende ad essere inferiore a quello di acquisto a causa degli spread di compravendita.
  • Influenza del dollaro e dei tassi d’interesse:
    Poiché l’oro è quotato in dollari, un rafforzamento del biglietto verde tende a far calare il suo prezzo.
  • Inflazione non sempre compensata:
    Storicamente, in periodi come quelli compresi tra il 1980 e il 2000, l’oro ha perso oltre il 50% del suo valore reale nonostante l’aumento dell’inflazione.
  • Rischio di interferenze geopolitiche e manipolazioni:
    In alcune circostanze, governi e banche centrali possono influenzare il mercato dell’oro. Ad esempio, vendite massicce come quelle da parte di istituzioni negli anni ’90, rappresentano rischi concreti per chi investe in questo metallo.
  • Concorrenza da Asset alternativi:
    Le criptovalute, in particolare il Bitcoin, sono sempre più viste come “oro digitale”. In alcuni periodi, come nel 2020-2021, il Bitcoin ha addirittura superato l’oro in termini di rendimenti.
  • Tassazione sfavorevole:
    In alcuni Paesi, le plusvalenze derivanti dalla vendita di oro sono tassate in modo particolarmente oneroso. In Italia, per esempio, le plusvalenze sull’oro sono soggette a un’imposta sul capital gain del 26%.

Possiamo quindi sottolineare che l’oro può costituire una componente utile all’interno di un portafoglio diversificato, ma non è un rifugio infallibile. La sua efficacia dipende dal contesto macroeconomico, dall’orizzonte temporale dell’investimento e dai costi associati. Per chi intende utilizzarlo come strumento di copertura, ad esempio, la strategia consigliata è di limitarne la quota al 5-10% del portafoglio e, laddove possibile, preferire strumenti liquidi come gli ETF per ridurre i rischi operativi.

Claudia Manildo

Giornalista pubblicista e content editor, sono laureata all'Università di Siena in Comunicazione e all'Università di Parma in Giornalismo e Cultura Editoriale. Scrivere, oltre che un lavoro, è una missione quotidiana. Sono editor e correttore bozze freelance e nel tempo libero recensisco libri. Appassionata di sociologia e di interazione uomo-macchina, nel 2022 ho pubblicato il mio primo saggio per deComporre Edizioni.

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