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Arriva la pensione a 62 anni: Meloni mantiene la promessa

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Il Governo Meloni ha mantenuto la promessa, ora saranno i prossimi pensionati a dover decidere il loro futuro: una certezza e molti interrogativi.

Una sola certezza e molti dubbi per i prossimi pensionati per i quali il 2025 potrebbe diventare l’anno della svolta. Il Governo mantiene le promesse ma occorre fare due conti prima di decidere.

Arriva la pensione a 62 anni: Meloni mantiene la promessa – credit ansa – trading.it

Una certezza e molti interrogativi, dicevamo. La prima è che nel 2025 andranno sicuramente in pensione i nati nel 1958, poiché raggiungeranno quest’anno l’età minima per ottenere la pensione di vecchiaia (67 anni). Chi è nato nel 1961 potrà accedere alla pensione anticipata contributiva, sempre che non abbia effettuato versamenti prima del 1996 e abbia raggiunto i 20 anni di contribuzione. Ma c’è un’altra categoria che potrebbe andare in pensione nel 2025, nonostante i 62 anni, ed è quella di chi è nato nel 1963.

Lo potrà fare con la stessa misura utilizzata nel 2024 che il Governo Meloni ha confermato per l’anno corrente. Si tratta della Quota 103 che ha preso il posto della 102 a partire dal 2022.

Le misure eredi della quota 100: chi può andare in pensione nel 2025

Tutto iniziò dalla quota 100 con la quale era possibile andare in pensione a 62 anni con 38 di contributi. Poi è subentrata la Quota 102 e si poteva andare in pensione con 64 anni di età e 38 di contributi. Con la quota 103 l’età di uscita è a 62 anni, ma con be 41 anni di versamenti. Può riuscirci nel 2025 chi è nato nel 1963. Ma conviene davvero? Facciamo due conti insieme prima di prendere decisioni azzardate.

Le misure eredi della quota 100: chi può andare in pensione nel 2025 – trading.it

Ottenere la pensione anticipata potrebbe essere sicuramente una boccata di ossigeno per chi ha speso gran parte della vita a lavorare, ma occorre anche fare i conti con i portafogli, perché la pensione anticipata non è immune da regole ferree ma anche di assegni ritoccati al ribasso. In sostanza: più si è giovani nel momento della pensione e meno si guadagna.

Per chi compie 62 anni nel 2025, l’uscita con la 103 non propone alternative se non accettare il calcolo contributivo della pensione e anche per chi ha versato 18 anni di contributi prima del 1996. Sono questi contribuenti quelli che avrebbero diritto ad un calcolo misto del trattamento, con il retributivo esteso fino ai periodi di contribuzione al 31 dicembre 2011 al posto del 31 dicembre 1995 come invece spetta a chi ha meno di 18 anni di versamenti a quella data. In più chi lascia il lavoro con la quota 103 non può svolgere alcuna attività lavorativa subordinata e nemmeno autonoma, se si esclude il lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro di reddito per anno. Infine, chi esce a 62 anni con la quota 103, non riceverà fino ai 67 anni di età una pensione più alta di 4 volte il trattamento minimo. Ne vale la pena?

Rinaldo Ricci

Giornalista pubblicista dal 2002, scrivo da quando ero bambino e non ho mai smesso di farlo, né mai smetterò. Faccio parte di questa azienda dal 2019 e mi occupo di vari argomenti, mi piace parlare con la gente e non solo raccontare le notizie. Padre felice di due ragazze meravigliose

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