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Economia e Finanza

Assegno di 522 euro al mese per invalidità, spetta anche con altri redditi?

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L’assegno di 522 euro al mese per invalidità consiste nell’indennità di accompagnamento erogata dall’INPS solo ad una particolare categoria di invalidi.

L’importo dell’indennità di accompagnamento varia ogni anno è nel 2021 la somma corrisposta è di 522 euro al mese per dodici mensilità, quindi, senza tredicesima. L’importo annuale riconosciuto ammonta a 6.265,20 euro, esente da tasse. Questa misura crea molti dubbi negli aventi diritto, in quanto per ottenerla bisogna trovarsi in particolari condizioni sanitarie. Infatti, non è sufficiente la sola percentuale invalidante al 100% ma, deve essere accertata dall’INPS l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un assistente. Oppure, sono presente minorazioni fisiche o psichiche che limitano gli atti quotidiana di vita. Un Lettore ha chiesto chiarimenti agli Esperti di Trading.it in materia di indennità di accompagnamento ed eventuali altri redditi.

Assegno di 522 euro al mese per invalidità, spetta anche con altri redditi?

Il Lettore assiste la madre anziana, la quale da qualche mese è costretta a muoversi in carrozzina perché non è più in grado di camminare. Vorrebbe chiedere l’indennità di accompagnamento per la madre, ma gli è stato detto che non ne ha diritto in quanto percepisce già la pensione di vecchiaia e la pensione di reversibilità. Pensione di reversibilità INPS anche ai figli maggiorenni? La risposta non è scontata

Al nostro Lettore è stata riferita un’informazione inesatta, in quanto il diritto all’indennità di accompagnamento non è condizionato alla situazione reddituale del richiedente né alla sua età. Infatti, l’indennità spetta anche ai bambini o alle persone molto anziane. Inoltre, non è considerato neanche il reddito dell’eventuale coniuge.

Infatti, per richiedere l’indennità di accompagnamento è necessaria la sola presenza di uno stato di salute meritevole di questo riconoscimento che fa scattare in diritto alla prestazione economica riconosciuta dall’INPS.

L’assegno di accompagnamento spetta alle persone che abbiano ottenuto dalla commissione medica ASL, il riconoscimento di un’invalidità totale e permanente del 100%, accompagnata dall’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore. Oppure, di compire atti quotidiani della vita, come ad esempio: lavarsi, vestirsi, mangiare, bere, eccetera. Questo comporta la necessità di un’assistenza continua.

LEGGI ANCHE>>>Pensione di invalidità dal 74% al 100%: ecco a chi spetta l’aumento

Come fare domanda

Al fine del riconoscimento dell’assegno di 522 euro al mese (indennità di accompagnamento), l’interessato deve chiedere il riconoscimento dei requisiti sanitari inoltrando domanda all’INPS. La domanda può essere inoltrata direttamente dal portale web INPS, al servizio “invalidità civile – invio domanda del riconoscimento requisiti sanitari“.

La domanda può essere inoltrata anche tramite patronato o associazioni di categorie per disabili (Anmic, Ens, Anfass, Uic) sempre telematicamente.

Prima di procedere con la domanda, bisogna recarsi dal proprio medico curante, il quale deve redigere il certificato medico introduttivo da inviare telematicamente all’INPS. Nel certificato il medico dovrà indicare la non autosufficienza che da diritto all’assegno di accompagnamento. Il medico dovrà barrare una delle seguenti caselle:

a) impossibilitato a deambulare senza l’aiuto continuo di un assistente;

b) impossibilitato a compire atti di vita quotidiana.

Il medico, inoltre, può inserire nel certificato tutte le patologie di cui è affetto il disabile. Il medico deve specificare che la domanda è inoltrata ai fini del riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, infatti, è possibile indicare nel certificato una delle tre opzioni:

a) invalidità;

b) handicap;

c) sordità;

d) cecità;

e) disabilità.

Il medico deve specificare che si tratta di un aggravamento o di una prima istanza, e indicare le patologie connesse alla disabilità. Inoltre, il medico può chiedere, eventualmente, la visita medica domiciliare.

Terminata la compilazione il medico trasmette telematicamente il certificato all’INPS, e rilascia al paziente il numero di protocollo dell’invio della pratica. Questo numero sarà utile per inviare la pratica all’INPS, infatti, deve essere inserito nella domanda di riconoscimento dell’indennità di accompagnamento.

Angelina Tortora

Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il lettore nel disbrigo delle pratiche, dalle più semplici alle più complesse. Direttrice della testata giornalistica InformazioneOggi.it, impegnata in vari progetti editoriali e sociali. Profilo Linkedin

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