Il MEF torna sul mercato con un’emissione da 4,5 miliardi di euro in Buoni Ordinari del Tesoro a sei mesi. Due riaperture, scadenze ravvicinate e commissioni con tetto massimo: ecco calendario, ISIN e regole per partecipare all’asta del 25 febbraio 2026.
Asta BOT febbraio 2026, Buoni Ordinari del Tesoro, titoli di Stato a sei mesi, prenotazione entro il 24 febbraio, ISIN, commissioni bancarie, aliquota 12,5%, Banca d’Italia, mercato primario: l’ultima emissione del mese si inserisce nel calendario ordinario del debito pubblico e interessa investitori privati e operatori istituzionali.
Il collocamento riguarda la riapertura di due BOT semestrali già in circolazione, per un importo complessivo di 4,5 miliardi di euro. La scelta di titoli a breve termine conferma l’interesse del Tesoro per strumenti liquidi e facilmente negoziabili, spesso utilizzati per il parcheggio della liquidità aziendale e privata. L’operazione si svolge secondo la procedura competitiva gestita dalla Banca d’Italia, con un calendario preciso che scandisce ogni fase dalla prenotazione al regolamento.
Il collocamento dei Buoni Ordinari del Tesoro si articola in passaggi temporali ben definiti. I risparmiatori devono presentare la prenotazione agli intermediari entro il 24 febbraio 2026. Le domande confluiscono nell’asta competitiva entro le ore 11.00 del 25 febbraio. Il collocamento supplementare destinato agli specialisti si svolge entro le 15.30 del 26 febbraio, mentre la data di regolamento e valuta cade il 27 febbraio 2026.
L’offerta comprende due riaperture, entrambe terza tranche di titoli a sei mesi con vita residua differente. Il primo BOT, con scadenza 29 maggio 2026 e codice ISIN IT0005680639, presenta un importo offerto di 2.000 milioni di euro e una durata residua di 91 giorni. Il secondo BOT, con scadenza 31 luglio 2026 e codice ISIN IT0005692485, prevede un importo di 2.500 milioni di euro e una durata residua di 154 giorni. L’investimento minimo per ciascuna richiesta ammonta a mille euro.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze conferma anche per questa emissione i limiti massimi alle commissioni applicabili dagli intermediari. Per il titolo con durata residua di 91 giorni il tetto si attesta allo 0,05%, mentre per quello con 154 giorni raggiunge lo 0,10%. L’intermediario calcola la commissione sul prezzo medio ponderato determinato in sede d’asta ordinaria. Il rispetto di questi limiti tutela il rendimento netto, particolarmente sensibile nei titoli a breve scadenza.
Ciascun operatore specializzato può presentare fino a cinque richieste di acquisto con rendimenti differenziati di un millesimo di punto percentuale. Per l’investitore retail, invece, la partecipazione avviene tramite banca o intermediario autorizzato, che raccoglie la prenotazione e la trasmette nei termini previsti.
Il caso pratico chiarisce la dinamica. Un risparmiatore che intende investire 5.000 euro in BOT a sei mesi deve comunicare la richiesta alla propria banca entro il 24 febbraio. Se sceglie il titolo con scadenza 29 maggio 2026, l’istituto applicherà una commissione non superiore allo 0,05% sul prezzo medio d’asta. Il regolamento avverrà il 27 febbraio e da quella data decorrerà la detenzione del titolo fino alla scadenza, con tassazione agevolata al 12,5%.
I BOT confermano così il ruolo di strumento a breve termine per la gestione della liquidità, grazie alla semplicità di sottoscrizione, alla negoziabilità sul mercato secondario e a un regime fiscale favorevole rispetto ad altri strumenti finanziari. In un contesto di pianificazione finanziaria di breve periodo, l’asta del 25 febbraio 2026 rappresenta un appuntamento chiave per chi cerca soluzioni conservative e a scadenza ravvicinata.
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