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Borsa e Mercati

Azioni e obbligazioni del terzo trimestre: i consigli per gestirle al meglio

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Per la seconda volta in 40 anni sia le Azioni sia le obbligazioni hanno avuto rendimenti medi negativi. Una recessione breve ma profonda potrebbe essere alle porte.

Un contesto estremamente volatile aggravato da una crisi geopolitica internazionale che ha fatto salire i costi energetici ed emergere le fragilità della catena alimentare.

Nell’attesa che si riducano le pressioni dell’inflazione e riprenda la crescita del mercato azionario e gli investimenti è possibile proteggere il proprio portafoglio aumentando le possibilità a proprio favore.

La crescita economica ha rallentato molto più rapidamente di quanto sia tipico prima di una recessione. In passato, condizioni simili sono si sono manifestate nell’arco di due anni contro gli 8, 12 mesi della recessione che sembra in arrivo. Ciò fa presagire un calo della crescita piuttosto brusco ma anche di una inflazione più controllabile nel breve termine.

Il mercato sembra aver accettato l’idea di una recessione mentre gli investitori sperano ancora in una veloce ripresa

Nella prima metà del 2022, l’economia globale è stata colpita da una combinazione di stretta monetaria concertata, indebolimento della domanda in Cina a causa della sua politica senza compromessi contro il Covid e la guerra in Ucraina. Un insieme di variabili che hanno depresso le aspettative di crescita e innescato una riduzione della liquidità sui mercati seguita dall’avversione al rischio.

Il mercato sembra aver accettato l’idea di una recessione che dai report della Banca Mondiale arriverà non prima di dicembre. Ciò è probabilmente dovuto in parte alla solidità del mercato del lavoro USA e all’attesa di dati macroeconomici che la confermino. Il mercato del lavoro è un indicatore che sconta in ritardo il rallentamento economico: non è utile a fini predittivi rispetto una possibile recessione. Per questo motivo la velocità con cui i fondamentali si possono indebolire quest’anno può sorprendere molti trader.

Sebbene al momento ci siano pochi squilibri nell’economia reale, sia negli Stati Uniti che in Europa, i problemi che possono causare il deterioramento del ritmo di consumi e attività economiche sono lungi dall’essere risolti. Quindi, se da un lato sembra che la prossima recessione possa essere di breve durata, dall’altro questa potrà essere più profonda del previsto.

Azioni e obbligazioni; cosa significa tutto questo per il portafoglio?

Il mercato ha scontato il picco dei tassi della Fed a giugno e le aspettative di inflazione sembrano aver raggiunto il massimo per il momento. È probabile che la Fed sia costretta a sospendere gli aumenti dei tassi prima del previsto per riadattarsi alle variazioni della crescita economica in corso.

Per non farsi prendere dal panico e rimanere al timone anche durante la tempesta, può essere utile, in primo luogo, rimanere coerenti con l’evoluzione dei dati macroeconomici e con le stime di crescita delle grandi banche internazionali. Oltre questo è fondamentale considerare per quanto e in che misura si è disposti a tollerare il rischio e qual è l’esigenza di liquidità a breve termine.

I fattori più importanti da considerare nelle scelte d’investimento di quest’autunno

Tra i consigli operativi considerati i fattori più importanti da considerare nelle scelte d’investimento di quest’autunno ecco quali possono essere gli strumenti da tenere o inserire in portafoglio. Considerato il contesto e l’aspettativa i risparmiatori più vulnerabili sono quelli con molta liquidità o un portafoglio prevalentemente obbligazionario. Tra gli strumenti per proteggersi dall’inflazione ci sono i Titoli di Stato indicizzati come i BTP Italia, che possono contenere le perdite anche se in modo indiretto.

Tra i titoli da mantenere in portafoglio le obbligazioni a breve termine da preferire a quelle a lunga scadenza. È anche necessario impostare la propria strategia per compensare le perdite dei titoli già investiti considerando una loro ripresa sul medio lungo periodo. Al reddito fisso dovrebbero essere inclusi anche asset come materie prime, tra cui i metalli preziosi. Per quanto riguarda l’azionario sono invece da preferire i titoli value incentrati in settori come; il farmaceutico, alimentari ed evitare quelli legati al settore petrolifero e a quello pubblicitario.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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