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Economia e Finanza

Batosta pensioni: torna la Legge Fornero e si deve ricorrere alle scappatoie per uscire dal lavoro

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Brutte notizie per le pensioni, la Legge Fornero sta per tornare e per chi vuole uscire dal lavoro bisognerà ricorrere alle scappatoie: tutte le novità.

C’è grande attesa per l’approvazione del testo della Legge di Bilancio 2025, che arriverà entro il 31 dicembre 2024 dopo l’approvazione del Parlamento. Tra le modifiche più attese ci sono quelle che riguardano il sistema pensionistico, che dal prossimo 1° gennaio tornerà a seguire i criteri della Legge Fornero.

Batosta pensioni: torna la Legge Fornero e si deve ricorrere alle scappatoie per uscire dal lavoro – trading.it

Tale legge ha introdotto a suo tempo un sistema pensionistico più rigido, sia per quanto riguarda i requisiti contributivi, che sono più alti rispetto a quelli del passato, e sia un’età pensionabile. È bene però indicare che l’esecutivo ha proposto delle modifiche alle misure per quanto riguarda il prepensionamento. Nel caso in cui queste dovessero essere approvate, una parte di cittadini potrebbe anticipare l’uscita dal mondo del lavoro. Ma è fondamentale aver raggiunto alcuni requisiti.

Pensioni 2025, i requisiti per anticipare l’uscita dal lavoro: le novità

Per andare in pensione bisogna avere un’età compresa tra i 62 e 67 anni, ma chi ha alcuni requisiti ha diritto di lasciare prima l’attività. Nella manovra economica del 2025 ci sono delle opzioni da prendere in considerazione. Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, si potrà accedere dai 67 anni con 20 anni di contributi versati; ma chi si è avviato professionalmente dopo il 1° gennaio 1996 dovrà fare attenzione a un altro requisito: l’assegno pensionistico dovrà essere pari a quello Sociale, che nel 2025 sarà di 540 euro.

Pensioni 2025, i requisiti per anticipare l’uscita dal lavoro: le novità – trading.it

A questo bisogna aggiungere anche le novità per quanto riguarda la pensione anticipata contributiva, che potrà ottenerla chi ha compiuto 64 anni con 20 anni di contributi versati, chi ha iniziato l’attività dopo il 1° gennaio 1996 o ha versato contributi alla Gestione Separata. L’importo mensile dovrà essere tre volte l’assegno sociale, in pratica circa 1.620 euro. Alle donne con figli è richiesto un importo più basso.

Le due opzioni appena indicate sono quelle accertate nel 2025, ma potrebbero essere confermate anche altre misure già introdotte in passato. Ma al momento ci sono ancora dei dubbi sollevati dai tecnici in merito ai livelli economici. Si sta valutando l’impatto finanziario delle misure.

Nel dettaglio, si sta valutando Opzione donna, destinata alle lavoratrici con 61 anni di età e 35 anni di contributi. Al vaglio c’è anche Quota 103, che permette di ottenere l’assegno pensionistico a 62 anni con almeno 41 anni di contributi. Da controllare anche la misura dell’Ape Sociale, che consente di andare in pensione a 63 anni e 5 mesi con 30 anni di contributi versati. Non resta che attendere l’ufficialità della Legge di Bilancio per capire cosa aspettarsi nel 2025.

Isabella Insolia

Classe 1993. Ha una laurea magistrale in Studi Politici e Internazionali e un Master in Comunicazione. Offre una lente d’ingrandimento sulla società attraverso uno sguardo sulla società: dall’economia alla politica, senza tralasciare il gossip. Ama il cinema e la musica, arti che hanno sempre sciolto quesiti latenti.

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