Bonus+anziani%2C+la+sorpresa+dell%E2%80%99INPS%3A+quando+un+familiare+pu%C3%B2+assumere+la+badante+e+ottenere+l%E2%80%99assegno+da+850+euro
tradingit
/bonus-anziani-la-sorpresa-dellinps-quando-un-familiare-puo-assumere-la-badante-e-ottenere-lassegno-da-850-euro/amp/
Economia e Finanza

Bonus anziani, la sorpresa dell’INPS: quando un familiare può assumere la badante e ottenere l’assegno da 850 euro

Published by

Una nuova interpretazione dell’INPS chiarisce che il Bonus Anziani può essere riconosciuto anche quando la badante viene assunta da un parente del beneficiario. La condizione è che l’attività lavorativa si svolga nel domicilio dell’anziano e riguardi esclusivamente mansioni di cura. La misura, introdotta dalla riforma della non autosufficienza, garantisce 850 euro al mese per sostenere il lavoro domestico.

Le nuove regole, spiegate dall’INPS nel messaggio pubblicato il 24 novembre 2025, introducono elementi essenziali per comprendere come si può accedere alla quota integrativa mensile.

Bonus Anziani, la sorpresa dell’INPS: quando un familiare può assumere la badante e ottenere l’assegno da 850 euro (Trading.it)

Le condizioni economiche, l’obbligo di rendicontazione, l’indirizzo di lavoro che deve coincidere con il domicilio dell’assistito e la possibilità di far figurare un familiare come datore sono alcuni dei punti che stanno interessando chi cerca risposte su come organizzare l’assistenza continuativa. In questo quadro rientrano anche le domande più frequenti: chi può assumere la badante, quali spese sono ammesse, come si presenta la documentazione e quando si rischia la revoca. Comprendere queste dinamiche significa orientarsi in un sistema di sostegni che unisce contributi economici, vincoli formali e requisiti sanitari stringenti.

Che cos’è la prestazione universale e come funziona il Bonus Anziani da 850 euro

La prestazione universale nasce con il decreto legislativo n. 29/2024 come misura sperimentale per gli anni 2025 e 2026 e si rivolge agli individui con almeno ottant’anni, un livello di bisogno assistenziale gravissimo, un ISEE non superiore a 6.000 euro e già titolari dell’indennità di accompagnamento. La prestazione combina due quote: una parte fissa che assorbe l’indennità prevista dalla legge 18/1980, pari a 542,02 euro mensili, e una quota integrativa definita «assegno di assistenza», pari a 850 euro al mese, concepita per sostenere la cura quotidiana.

Che cos’è la prestazione universale e come funziona il Bonus Anziani da 850 euro (Trading.it)

A differenza dell’indennità di accompagnamento, l’assegno di assistenza non può essere utilizzato liberamente. Il legislatore lo destina al pagamento del lavoro domestico per almeno quindici ore settimanali, con contratti conformi ai CCNL, oppure all’acquisto di servizi professionali qualificati nel settore dell’assistenza sociale non sanitaria. L’obiettivo è garantire un supporto continuativo e verificabile, attraverso personale dedicato alla cura della persona e non a mansioni estranee alle esigenze del beneficiario.

Il chiarimento dell’INPS scioglie uno dei dubbi più ricorrenti: la badante può essere assunta anche da un familiare, da un amministratore di sostegno, da un curatore o da un tutore. La condizione è che il contratto e le buste paga indichino come luogo di lavoro il domicilio dell’assistito e che le mansioni riguardino la cura personale dell’anziano, senza deviazioni verso attività non pertinenti. Questa precisazione risponde alle domande più frequenti tra chi si chiede se sia possibile gestire l’assunzione senza coinvolgere direttamente la persona non autosufficiente, spesso impossibilitata a firmare o a seguire gli adempimenti amministrativi.

Contratto, rendicontazione e controlli: cosa fare per non perdere il contributo mensile

La gestione dell’assegno integrativo richiede una rendicontazione puntuale. Il beneficiario, o chi lo rappresenta, deve trasmettere all’INPS il contratto di lavoro domestico e le buste paga quietanzate, entrambe devono riportare l’anno e il mese di riferimento e attestare i pagamenti effettuati per l’assistenza. La documentazione va inviata entro una scadenza precisa, fissata al 10 del mese successivo al trimestre a cui si riferiscono le ore lavorate: 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre e 10 gennaio.

Questa procedura risponde a un’esigenza chiara: verificare che l’assegno di assistenza venga impiegato esclusivamente per il lavoro di cura. L’INPS specifica inoltre che non costituisce ostacolo alla concessione della quota integrativa il fatto che il datore di lavoro non sia l’assistito, purché risulti inequivocabile che l’assunzione serva a garantire l’assistenza della persona anziana. L’indirizzo di lavoro coincide sempre con il domicilio del beneficiario e il rapporto non può essere destinato a servizi di natura sanitaria o infermieristica, poiché il bonus riguarda esclusivamente l’assistenza sociale non residenziale.

Queste indicazioni forniscono anche un caso pratico utile: se un figlio firma il contratto con la badante ma l’attività si svolge nell’abitazione del genitore ottantenne non autosufficiente, con mansioni compatibili con la cura quotidiana, la quota integrativa da 850 euro resta pienamente riconoscibile. Il vincolo resta l’utilizzo finalizzato e documentato dell’importo, elemento che distingue la prestazione universale dalle altre forme di sostegno assistenziale.

Riepilogo e cosa fare in caso di errori

• Il Bonus Anziani comprende una quota integrativa da 850 euro destinata all’assistenza domestica.
• La badante può essere assunta anche da un familiare o da un rappresentante legale dell’anziano.
• Contratto e buste paga devono indicare il domicilio dell’assistito e mansioni di cura.
• La rendicontazione deve essere inviata all’INPS entro il 10 del mese successivo a ogni trimestre.

• L’assegno è riservato a persone con almeno ottant’anni, bisogno gravissimo e ISEE entro 6.000 euro.

Chi riscontra discrepanze, ritardi o rifiuti può presentare ricorso tramite patronato oppure accedere al proprio fascicolo previdenziale sul portale INPS, allegando la documentazione corretta e richiedendo una revisione della pratica.

Angelina Tortora

Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il lettore nel disbrigo delle pratiche, dalle più semplici alle più complesse. Direttrice della testata giornalistica InformazioneOggi.it, impegnata in vari progetti editoriali e sociali. Profilo Linkedin

Recent Posts

Pensioni anticipate 2026 per i nati nel 1959: la “Quota 100” può ancora evitare i 67 anni

Chi è nato nel 1959 e compie 67 anni nel 2026 non deve per forza…

2 giorni ago

BTP Valore marzo 2026: conviene davvero? Tassi fino al 3,50%, premio fedeltà e scudo ISEE sotto la lente

Il nuovo BTP Valore di marzo 2026 parte con tassi minimi garantiti dal 2,50% al…

4 giorni ago

Assegno Ordinario di Invalidità 2026: la svolta che cambia le regole, l’INPS apre le porte al sistema contributivo

L’Assegno Ordinario di Invalidità entra in una nuova fase. Dopo anni di esclusioni, anche i…

5 giorni ago

Bonus mamme 2026: come ottenere fino a 720 euro dall’INPS

Nel 2026 il bonus mamme si sdoppia tra contributo mensile e esonero contributivo pieno. Le…

7 giorni ago

Asta BOT 25 febbraio 2026: 4,5 miliardi in arrivo, come partecipare

Il MEF torna sul mercato con un’emissione da 4,5 miliardi di euro in Buoni Ordinari…

1 settimana ago

Donazione in denaro e ISEE: quando incide davvero su Bonus Bollette e DSU

Una donazione in denaro superiore al 20% del patrimonio ISEE obbliga a rifare subito la…

2 settimane ago