Nel 2026 il Conto Termico 3.0 riporta in primo piano lo sconto in fattura per chi sostituisce la caldaia e installa il fotovoltaico in abbinamento alla pompa di calore. Il decreto del 17 febbraio 2026 riapre una partita energetica che imprese e privati possono giocare direttamente sul portale del GSE. Incentivo in unica rata fino a 15.000 euro e mandato irrevocabile all’incasso cambiano la logica dei bonus edilizi.
Il cuore della misura non riguarda solo la sostituzione della caldaia, ma un sistema integrato che unisce pompa di calore elettrica e fotovoltaico. Il meccanismo interessa privati, condomini, imprese, professionisti, Enti Locali ed Enti del Terzo Settore, con regole differenziate tra ambito residenziale e produttivo.
La novità più rilevante riguarda il ritorno concreto dello sconto in fattura, reso possibile attraverso il mandato irrevocabile all’incasso.
Il Conto Termico 3.0 non segue la logica della detrazione IRPEF in dieci anni. Il beneficiario può delegare l’impresa installatrice alla riscossione dell’incentivo riconosciuto dal GSE. Attraverso il mandato irrevocabile all’incasso, l’azienda riceve direttamente la quota incentivata e il cliente paga solo la parte non coperta dal contributo.
L’incentivo, in base alla tipologia dell’intervento, può arrivare fino al 65% della spesa ammissibile. Per le spese sostenute nel 2026, il GSE eroga l’incentivo in un’unica rata per importi fino a 15.000 euro. Le domande devono passare esclusivamente attraverso il nuovo Portaltermico 3.0, operativo dal 2 febbraio 2026, che introduce procedure semplificate per privati e condomìni.
Il Conto Termico 3.0 include il fotovoltaico, ma non come intervento autonomo. L’incentivo per pannelli solari e sistemi di accumulo si attiva solo se l’installazione avviene insieme alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore elettrica.
Nel 2026 non esiste quindi un contributo a fondo perduto del GSE per il fotovoltaico “stand alone”. Chi installa solo i pannelli deve ricorrere alle detrazioni ordinarie. Il contributo copre fino al 20% del costo massimo ammissibile per moduli e batterie, a condizione che l’impianto rispetti i requisiti di autoconsumo parziale.
Questa impostazione risponde a una logica di sistema: il legislatore incentiva l’integrazione tra produzione di energia rinnovabile e sostituzione degli impianti tradizionali, favorendo la decarbonizzazione e l’elettrificazione dei consumi domestici e produttivi.
Chi può accedere e perché il 2026 rappresenta un passaggio strategico
Il Conto Termico 3.0 coinvolge una platea ampia. I privati e i condomìni possono intervenire su edifici residenziali esistenti, purché l’intervento comporti un incremento della classe energetica. Imprese e professionisti del settore terziario possono richiedere l’incentivo per immobili destinati ad attività produttive. Enti Locali ed Enti del Terzo Settore beneficiano di corsie preferenziali per la riqualificazione di edifici pubblici o strategici.
Per le imprese, la misura assume anche una valenza finanziaria. L’obbligo di adeguamento agli standard di efficienza energetica, legato agli obiettivi europei e alla cosiddetta Direttiva Case Green, può trasformarsi in un’operazione a saldo positivo grazie alla certezza delle risorse e alla rapidità di erogazione. Il Conto Termico 3.0 non prevede una scadenza annuale fissa, ma impone un termine preciso: il beneficiario deve presentare l’istanza al GSE entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori. Il mancato rispetto di questa finestra comporta la decadenza automatica dal diritto all’incentivo.
Chi intende accedere alla procedura automatica deve inoltre verificare che i componenti installati rientrino nel catalogo degli apparecchi pre-qualificati del GSE. Questa verifica accelera l’istruttoria e consente di ottenere più rapidamente la rata unica.
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