Da luglio è possibile ottenere un bonus di 200 euro per dipendenti pubblici e privati. È un’iniziativa volta a contrastare il caro prezzi che grava sugli italiani.
Nonostante sia solo un contributo una tantum, agli italiani farà piacere sapere che potrà beneficiarne. Bisogna però capire che effetti ci saranno sulla cessazione del quinto.
Con la cessazione del quinto il pensionato può richiedere prestiti agli istituti di credito e finanziari. Ciò che serve per il prestito verrà trattenuto dalla pensione o dalla busta paga e non può superare un quinto dell’importo mensile del pensionato o stipendiato. Con uno stipendio di 1.500 euro ad esempio, si possono trattenere 300 euro (non oltre 1/5 dello stipendio per tutti in generale).
Il prestito verrà effettuato tramite contratto che non può durare per più di 10 anni. Il contratto assicurativo deve essere stipulato obbligatoriamente per coprire eventuali rischi di morte del pensionato richiedente il prestito.
Non possono essere oggetto di richiesta della cessazione del quinto:
Il bonus non può essere cedibile, né sequestrabile, né pignorabile e soprattutto non può essere cumulabile e dunque non può integrare lo stipendio per la cessazione del quinto. Inoltre non può essere introdotto come reddito per fini fiscali o assistenziali.
Il pensionato dunque non potrà usufruire del bonus di luglio per trarne vantaggio. Possono però richiedere la cessazione del quinto pensionati con la mensilità base, ovvero quelli con pensione fissa, percepita ogni mese. Facciamo un esempio: se un pensionato avrà una pensione di 1.500, avrà 1/5 del prestito, come già menzionato sopra. Se ne percepisce 1.300 né potrà ottenere 1/5 e così via. Sarà ancora più facile per il pensionato richiedere una consulenza per ottenere risposte ad ulteriori altre domande sulla cessazione del quinto e togliersi ogni forma di dubbio.
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