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Bonus infissi 2025: 5 regole fondamentali per figli e familiari conviventi

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Il bonus infissi è una delle agevolazioni più richieste per migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni. Ma può beneficiarne anche chi non è proprietario dell’immobile? La risposta dipende dal requisito della convivenza e dalle regole fissate dall’Agenzia delle Entrate e dalla giurisprudenza tributaria.

Molti contribuenti si trovano nella situazione di voler effettuare interventi di riqualificazione energetica senza avere un titolo di proprietà o un contratto di locazione sull’immobile. È il caso dei figli conviventi con i genitori, dei coniugi o dei conviventi di fatto che intendono sostenere le spese. Non tutti sanno, però, che non è la residenza anagrafica a fare la differenza, bensì la convivenza effettiva al momento dell’inizio dei lavori.

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Le regole parlano chiaro: per poter beneficiare del bonus ristrutturazioni o dell’Ecobonus destinato anche alla sostituzione degli infissi, il familiare deve essere stabilmente convivente con l’intestatario dell’immobile. Non basta avere lo stesso comune di residenza o un domicilio separato: la convivenza reale è il requisito che legittima il diritto alla detrazione.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, il diritto alla detrazione spetta anche al familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile, pure in assenza di un contratto di comodato, a condizione che sia quest’ultimo a sostenere le spese. È quanto confermato anche da diverse sentenze, come quella della Corte di Giustizia Tributaria della Lombardia del 24 ottobre 2024, che ha ribadito la validità di questo principio.

Chi può accedere al bonus infissi senza essere proprietario

Il bonus infissi rientra nel più ampio Ecobonus, che consente di detrarre fino al 50% o 65% delle spese sostenute per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. Oltre al proprietario, possono beneficiarne:
– i detentori dell’immobile (usufruttuari, comodatari, inquilini);
– i familiari conviventi del possessore o detentore, compresi coniugi, figli e parenti entro il terzo grado;
– i conviventi di fatto riconosciuti dalla legge.

Chi può accedere al bonus infissi senza essere proprietario – trading.it

La condizione essenziale è che la convivenza sia già in atto al momento dell’inizio dei lavori e che le spese siano effettivamente sostenute dal familiare. Non è quindi obbligatorio che la residenza anagrafica coincida con l’abitazione, purché sia dimostrata la convivenza.

Le fatture devono essere intestate a chi richiede la detrazione e i pagamenti devono avvenire con bonifico parlante, in cui siano riportati i dati fiscali del beneficiario. L’assenza di questi elementi formali può far decadere il diritto al beneficio.

Il ruolo della convivenza e gli adempimenti richiesti

Il concetto di convivenza è centrale: senza di essa, il figlio che non è proprietario non può detrarre le spese per la sostituzione degli infissi. Lo stesso vale per altri parenti o conviventi: è necessario che vi sia una relazione stabile di vita insieme.

Gli esperti del Sole 24 Ore e le risposte ufficiali dell’Agenzia delle Entrate hanno chiarito che, per dimostrare la convivenza, è sufficiente che essa sussista al momento dell’avvio del cantiere, anche se non coincide con la residenza anagrafica. In altre parole, vivere stabilmente nella stessa abitazione al momento dell’inizio dei lavori è il presupposto indispensabile.

La giurisprudenza tributaria, come nella citata sentenza n. 2772/2024 della Corte di Giustizia Tributaria della Lombardia, ha ribadito che il diritto alla detrazione può essere trasferito al familiare convivente a condizione che sia quest’ultimo a sostenere le spese. È quindi il pagamento, insieme alla convivenza, a determinare la legittimità del beneficio.

In pratica, un figlio convivente con i genitori può accedere al bonus infissi anche senza essere proprietario, purché le fatture siano intestate a suo nome e i pagamenti effettuati con modalità tracciabili. Il requisito della convivenza è ciò che permette di superare l’assenza di titoli giuridici di proprietà o detenzione sull’immobile.

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