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Borsa e Mercati

Borse: dati macro e dichiarazioni accrescono la pressione sulle banche, la BCE cerca di stemperare i Titoli di Stato

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Wall Street riparte oggi con la seduta che inaugura l’inizio del terzo trimestre, in calo ancora i titoli bancari italiani, la Bce si prepara a nuove turbolenze.

Il recente calo della forza del trend rialzista delle materie prime energetiche avviene sui timori che la Fed in modo eccessivamente aggressivo compromettendo la crescita USA.

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La possibilità di una recessione per ora esclusa può essere il prezzo da pagare per raggiungere l’obiettivo di l’inflazione sul breve termine. E la presidente della Fed di Cleveland, Loretta Mester, ha detto che sarebbe favorevole a un rialzo dei tassi di 75 punti base alla prossima riunione alla fine di Luglio.

In questo scenario gli istituti di credito italiani sono tra i più incerti nella seduta di oggi: Unicredit recupera un minimo intorno al 1,24% dopo la flessione marcata di ieri, Intesa Sanpaolo perde lo 0,29% seguita dallo scambio in range del titolo di BPER Banca -0,1%, BancoBPM +0,29% e Banca MPS -0,18%.

Dagli Usa arriva una nuova tornata di dati macro mentre la BCE prepara il terreno per le nuove turbolenze in arrivo

Dagli Usa è arrivata intanto una nuova tornata di dati macro. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono diminuite di 2.000 unità a 231.000. Un altro dato importante che ha condizionato i listini di questa settimana è la fiducia dei consumatori Usa scivolata al livello più basso degli ultimi 16 mesi. Il dato è stati di 98,7 a giugno in diminuzione dallo 103,2 di maggio, il secondo calo mensile consecutivo e il livello più basso da febbraio 2021.

Il sondaggio non mente sulla consapevolezza di quello che potrà avvenire con l’inasprimento della politica monetaria; Statisticamente dal dopoguerra a oggi ci sono stati 14 cicli di rialzo dei tassi della Fed e 11 di essi ha seguito una recessione economica.

Da oggi la BCE e si prepara in modo concreto a validare lo strumento per contrastare il rialzo eccessivo dei tassi di interesse dei Titoli di Stato del Sud Europa. A tale proposito è emerso che l’istituto avrebbe suddiviso gli stati dell’Eurozona in tre fasce: donatori, neutrali e recipienti. A oggi in base alla volatilità dello spread tra i donatori ci sarebbero Germania, Olanda e Francia. Questi compenseranno con la liquidità dei proventi della vendita dei loro Titoli i paesi recipienti, a oggi: Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Gli altri rientreranno tra i cosiddetti “neutrali” e fungeranno da cuscinetto tra le altre due categorie.

Ieri Andrea Enria, il capo della vigilanza della Banca centrale europea, ha chiesto alle banche di prepararsi al rischio di una pesante recessione in caso di taglio delle forniture di gas russo all’Europa. Verrà indicato alle banche come riconsiderare i loro obbiettivi economici in base a uno scenario più avverso.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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