Borse Usa; sono bastati 315.000 nuovi posti di lavoro ad agosto, in calo rispetto ai 526.000 di luglio per allentare i timori che un mercato troppo forte possa spingere la Fed a un rialzo più deciso dei tassi di interesse.
Nonostante la percezione positiva di un rallentamento dell’economia sembri paradossale, il futuro è scandito dalle reazioni agli scenari “meno peggiori”. Il meno peggio però questa volta non è avvenuto sul fronte internazionale dell’energia.
L’annuncio di Gazprom ha reso manifesta la volontà colosso energetico russo di sospendere a tempo indeterminato le forniture di gas oltre le tre giornate perviste; “Durante i lavori di manutenzione è stata rilevata una perdita d’olio”. La coincidenza avviene con la proposta e l’iniziativa dell’UE per porre un tetto al prezzo del petrolio russo e del gas.
Per questo Wall Street venerdì per la terza settimana consecutiva ha perso tutti i guadagni dal rally iniziale che ha seguito i dati del mercato del lavoro. Tutti e tre i principali indici hanno chiuso in calo; il Dow Jones del 2,99%, l’S&P 500 del 3,29% e il Nasdaq che ha registrato la perdita peggiore pari al 4,21%. La preoccupazione di un’Ue in maggiori difficoltà ha colpito anche le azioni delle società più piccole con perdite estese fino all’indice Russell 2000 dello 0,5%.
La Fed ha già alzato i tassi di interesse quattro volte quest’anno e si prevede che aumenterà i tassi a breve termine di altri 0,75 punti percentuali nella sua prossima riunione. L’incremento di 0,5 o 0,75 farà una grossa differenza sulla fiducia degli investitori e dell’aspettativa dei tempi di recupero dell’economia.
A beneficiare dello scenario potranno essere i rendimenti dei Treasury, aumentati insieme alle aspettative di tassi di interesse più elevati. Il rendimento del Titolo di Stato a 10 anni, che influenza i tassi di interesse sui mutui e sul credito al consumo, è arrivato a rendere il 3,20% mentre quello a due anni rende oggi il 3,41%.
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