Btp ma anche Bund tedesco aumentano il rendimento; vola quello del titolo italiano fino al 3,5%. Lo spread sale fino a quota 230 per poi ripiegare a 226 in chiusura.
Nuovi decisi rialzi dei tassi, l’inverno in arrivo e le nuove elezioni italiane mettono sotto pressione i Titoli di Stato. La sensibilità dei trader sconta oggi l’incertezza anche su Piazza Affari.
Ieri la prospettiva di un nuovo rialzo dei tassi ha spinto al ribasso i listini europei. Piazza Affari ha chiuso in calo di quasi il 2%, tra i più colpiti i titoli del settore bancario.
A settembre altri rialzi dei tassi da parte della BCE avverranno in concomitanza con gli esiti elettorali e la formazione di un nuovo governo. Si allarga anche il differenziale di rendimento tra il titolo a 10 anni italiano e il Bund tedesco. Anche quest’ultimo sale anche se in maniera minore; Il rendimento del bond tedesco è tornato ampiamente sopra l’1% all’1,23%.
La tensione su tutte le obbligazioni governative europee è acuita dalla situazione internazionale che sta mettendo sotto pressione in particolare l’economia tedesca. La Germania ha qualche difficoltà in più degli altri Paesi suoi vicini a compensare la carenza di gas senza influire in modo importante sulla crescita economica.
A spingere verso l’alto i rendimenti c’è anche la crescita dell’inflazione che non si arresta e che a luglio nell’Unione europea ha toccato il 9,8%. Proprio il dato dell’inflazione sui prezzi alla produzione tedeschi ieri ha rimesso in discussione il futuro dell’eurozona; sono infatti aumentati nel mese di luglio del 5,3% rispetto precedente.
Secondo alcuni funzionari della BCE non è da escludere la possibilità che stiamo entrando in una recessione tecnica. Le preoccupazioni che avevamo a luglio non sono state alleviate; intanto l’8 settembre si attende un aumento dei tassi di mezzo punto percentuale e in questa direzione lavora anche la Federal Reserve pronta a proseguire in concomitanza con la BCE la sua politica restrittiva.
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