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Economia e Finanza

BTP a 3, 7 e 30 anni: cinque Titoli di Stato subito dopo il ponte di Pasqua

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Il mercato si prepara alla Bce e al ponte pasquale dando una tregua alla volatilità che lo ha contraddistinto nell’ultimo mese e mezzo. Cinque nuovi Titoli di Stato (BTP) in arrivo.

Giovedì prossimo il consiglio direttivo della Bce per cercare di dare concretezza alle soluzioni di politica economica, con attenzione all’inflazione e alla guerra in Ucraina.

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Complice la vigilia dell’imminente ponte pasquale gli investitori alleggeriscono le proprie posizioni sui Titoli di Stato e prepararsi alle aste a medio lungo termine. Il Mef offre cinque titoli, tra cui il nuovo Btp a 3 anni e contestualmente quello a 7 e del 30 anni con tassi in rialzo su tutti i rendimenti.

Nella sua ultima riunione di marzo, la Bce aveva annunciato che avrebbe accelerato la riduzione degli acquisti di obbligazioni. L’obiettivo è concludere la fase di politica monetaria espansiva entro il terzo trimestre. La Fed e la Boe hanno già annunciato i loro primi aumenti dei tassi per combattere le pressioni sui prezzi. In questo contesto invece la Bce temporeggia cercando di lasciarsi alle spalle le incertezze per gli effetti collaterali delle sanzioni contro la Russia.

Cosa preparano le banche centrali dopo il ponte pasquale: gli interventi per ridurre l’inflazione

Prezzi dei beni primari, costo dell’energia e materie prime continuano a rimanere alti con l’inflazione di marzo che ha lasciato il segno nell’eurozona segnando il record del 7,5%. La BCE si prepara a una serie di misure d’emergenza per sostenere i titoli di stato dell’area Euro, prolungando già al contempo le altre misure straordinarie di politica monetaria. Questo suggerisce come i funzionari si stiano preparando per un momento in cui i mercati obbligazionari saranno esposti alla volatilità, in assenza di interventi su larga scala per la prima volta dopo oltre sette anni di acquisti di attività quasi ininterrotti.

In questo senso i verbali dell’ultima riunione della BCE hanno rivelato che 25 dei membri del consiglio direttivo erano favorevoli a nuovi ulteriori provvedimenti. Il dilemma in cui si trovano i banchieri centrali è tra la necessità di aumentare i tassi di interesse per domare l’inflazione ma rischiando di fermare la crescita economica. Le conseguenze dello sconvolgimento sul commercio internazionale e sui mercati energetici rimangono difficili da prevedere.

Per anni la Bce ha mantenuto una politica monetaria accomodante, spingendo i tassi di interesse ai minimi storici per alimentare la crescita e spingere l’inflazione sotto il 2%. Per avere meglio chiaro il contesto la Bce è arrivata a fissare un tasso di deposito negativo dello 0,5%.

Il contesto internazionale: prezzi al consumo e rendimenti dei titoli europei

Nel contesto internazionale balza al massimo da 30 anni l’inflazione in Gran Bretagna con l’indice a 7,0% in marzo, in aumento dal 6,2% di febbraio. La giornata è stata impegnativa anche sul fronte della banca centrale neozelandese. L’istituto ha optato per un rialzo dei tassi da 50 punti base, oltre le attese, nel maggior incremento in più di 20 anni.

Per quanto riguarda i titoli europei qui di seguito ecco una sintesi dei prezzi e dei rendimenti di mercoledì:

FUTURES BUND    prezzo   154,54    variazione  -0,82               rendimento

FUTURES BTP                          133,56                             -0,51

BUND 2 ANNI                           99,745                            -0,144                             0,128

BUND 10 ANNI                         91,970                            -0,580                             0,855

BUND 30 ANNI                         74,479                            -1,011                              0,976

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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