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Buoni fruttiferi postali, alcuni potrebbero essere irregolari: attenzione

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Alcuni Buoni Fruttiferi potrebbero essere irregolari, a segnalarlo sono stati numerosi consumatori. Facciamo un po’ di chiarezza e analizziamo bene la situazione. 

I Buoni Fruttiferi Postali sono da sempre uno strumento emesso da Cassa Depositi e Prestiti molto amato dagli italiani. Sono moltissimi, infatti, i cittadini che scelgono tale strumento per investire i propri risparmi. Questi Buoni venduti sul territorio da Poste Italiane rappresentano una scelta alternativa al classico investimento. Essi sono molto diffusi anche per le particolari caratteristiche come: garanzia da parte dello Stato sulla solvibilità e l’impossibilità di essere pignorati.

Tuttavia, a seguito di alcune segnalazioni da parte dei risparmiatori le Associazioni a difesa dei consumatori hanno presentato un esposto per tutelare i cittadini in possesso dei Buoni Fruttiferi Postali. Infatti, secondo le segnalazioni alcuni Buoni potrebbero essere irregolari. Facciamo un po’ di chiarezza in merito alla questione.

Ci sono alcuni Buoni Fruttiferi Postali che potrebbero essere non regolari: ecco di cosa si tratta

L’Associazione italiana per la Difesa dei Consumatori nel dettaglio quella Sarda ha presentato un esposto per tutelare i cittadini in possesso di Buoni Fruttiferi Postali all’l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato . Dopo l’esposto da parte dell’Adiconsum Sardegna, l’Antitrust ha aperto un’istruttoria nei confronti di Poste Italiane per alcune possibili pratiche commerciali scorrete.

Tutto ciò, è avvenuto a seguito di alcune denunce fatte dai risparmiatori. Il problema principale che ha portato l’Antitrust ad avviare un istruttoria è legato alla scarsezza di informazioni da parte di Poste Italiane in merito alla scadenza dei Buoni Fruttiferi Postali. Infatti, viste le poche informazioni in merito alla scadenza verrebbe preclusa la possibilità di avanzare una richiesta di rimborso da parte dei risparmiatori.

Tutto ciò avverrebbe, infatti, perché in questo modo non vi sarebbe il tempo materiale per presentare la domanda rispettando i termini di prescrizione. Il risparmiatore, dunque, perderebbe l’intero capitale investito. 

La verifica dell’Antitrust

A seguito dell’esposto da parte dell’Adiconsum Sardegna, dunque, vi saranno dei controlli da parte dell’Antitrust. Tali controlli saranno mirati a verificare se Poste Italiane abbia omesso o meno l’indicazione della data di scadenza o quella di prescrizione dei titoli. 

Esso, inoltre dovrà controllare se siano state fornite o meno, da parte dell’intermediario, le informazioni inerenti alle conseguenze giuridiche derivanti dalla prescrizione dei buoni fruttiferi postali. L’Attività Garante, infine, dovrà accertare se l’azienda abbia omesso di informare i risparmiatori circa i buoni in loro possesso e prossimi alla scadenza che siano caduti in prescrizione negli ultimi 5 anni. 

Nicola Sabatino

Studente di Banking and Finance presso La Sapienza di Roma, da tempo per passione mi occupo della redazione di contenuti per testate online. Mi occupo di tematiche fiscali e di strumenti di investimento. Creatore di contenuti per la testata Trading.it da oltre un anno.

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