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Economia e Finanza

Busta paga docenti, 470€ in più al mese per 1 anno ma non per tutti: le condizioni

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Busta paga docenti, sarà più ricca per alcuni: chi potrà sorridere, 470,83€ al mese in più per 1anno nel rispetto di queste condizioni, di cosa si tratta e dettagli

Quando si parla di busta paga, stipendio e retribuzione l’attenzione si alza comprensibilmente da più parti, in questo caso si tratta dei docenti, ma non tutti: chi potrà sorridere con 470,83 euro in più al mese, quali condizioni soddisfare e altri dettagli in merito.

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Il Decreto Aiuti-bis ha previsto, per una determinata categoria di lavoratori pubblici, un aumento in busta paga per un totale di 5660€, ma la misura ha delle condizioni e dei vincoli che bisogna sapere, e pertanto non riguarda tutti. Sono tanti gli interventi messi a punti dall’esecutivo per fronteggiare un periodo difficile da punto di vista economico. Segnato da pandemia, inflazione. Il conflitto scoppiato in Ucraina e l’aumento dei prezzi e così via.

Vari gli interventi decisi per sostenere i cittadini e fornire misure di sostegno al riguardo. Si pensi ad esempio al bonus bollette. E in merito alle utenze, non tutti conoscono del bonus inerente i lavoratori: come funziona e dettagli.

Di recente poi ha fatto il suo arrivo il Decreto Aiuti-Bis, dove non mancano interventi e misure rispetto a politiche sociali. Come quelle industriali. Circa le emergenze idrica ed energetica.

Ma di recente si è parlato anche di un altro provvedimento che riguarda, come detto in apertura, l’insegnamento e i docenti, con la possibilità che vi sarà per alcuni di vedere aumentata la propria busta paga di 470,83€ al mese per un anno.

Busta paga docenti, 470,83€ in più al mese per un anno: chi riguarda, quando e condizioni

In merito ai possibili beneficiari di tale novità che si lega alla busta paga docenti, anzitutto, come viene spiegato da Blowing Post nel relativo approfondimento, si tratta di insegnati qualificati. I quali avranno dovuto sostenere un aggiornamento specifico, di tipo professionale. Così da far si di essere qualificati in quanto “esperti“.

Nel dettaglio, la misura andrà a riguardare i docenti che avranno preso parte e frequentato. Dei percorsi di formazione dalla durata di 3anni. E conclusi con un esito positivo. Chi prenderà parte a tali corsi e riceverà 3 valutazioni positive sarà riconosciuto quale “docente esperto”. E soltanto quest’ultimi potranno beneficiare dell’aumento in oggetto. Il quale andrà a sommarsi alla retribuzione normale.

Il requisito riguarda dunque il superamento con profitto di determinati corsi di aggiornamento. Nel dettaglio, però, come detto non sarà per tutti, ma si legge che tale misura si legherà all’incirca ad ottomila insegnati per gli anni scolastici, i quali vanno. Dal 2032/33 sino al 2036/37.

Come sottolinea trend-online.com, i docenti esperti si differenziano dal punto di vista delle competenze. Dunque, tale misura di 470,83€ arricchirà la busta paga di coloro che avranno preso parte a percorsi di formazione dalla durata di 3anni. E che saranno conclusi con valutazione positiva, come detto.

L’aspetto centrale è dunque quello della formazione nel rispetto della durate e degli aspetti previsti, nonché della valutazione positiva inerente. Circa alcuni vincoli, si legge ad esempio che i percorsi daranno accesso alla misura economica soltanto qualora consecutivi e non sovrapponibili. E a qualifica ottenuta, non è consentito al docente esperto l’abbandono dell’istituzione scolastica per quantomeno 3anni. Così dome, si legge ancora, non dovrà svolgere mansioni in più. Rispetto a quelle che son richieste. Circa il normale insegnamento.

Questi, alcuni dettagli in generale in merito. Ad ogni modo è opportuno ed è bene informarsi ed approfondire tematiche ed elementi, per chiarire eventuali dubbi e saperne di più.

In merito alla figura del “docente esperto”, non si è trattato di qualcosa accolto con favore da tutti i docenti. Anzi, vi è una petizione online, a cura di Salvo Amato, inerente l’abolizione della norma in questione in quanto ritenuta lesiva della “dignità della professione docente”. Una petizione che ha trovato il consenso di molti, considerando le firme arrivate. Qui per saperne di più

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