I lavoratori dipendenti devono fare i conti con diverse tasse, addebitate direttamente in busta paga. Alcune sono addirittura nascoste.
Secondo i dati diffusi dall’Ufficio Studi della CGIA, nel 2025 un nucleo familiare formato da due lavoratori dipendenti e un figlio deve fare i conti con un’imposizione fiscale ammontante a circa 20.231 euro. In 9 casi su 10, gli oneri vengono riconosciuti direttamente in busta paga oppure sono ricompresi negli acquisti giornalieri dei servizi e dei beni.
In pratica, la maggior parte delle tasse vengono sottratte alla fonte, sotto forma di ritenute fiscali, trattenute previdenziali e assistenziali e addizionali regionali e comunali. È, quindi, il datore di lavoro che, ogni mese, detiene una parte dello stipendio lordo da destinare al pagamento delle imposte. Ma come vengono calcolate le tasse in busta paga?
L’imposta lorda sui redditi da lavoro dipendente sullo stipendio viene calcolata secondo aliquote progressive, che si applicano a specifici scaglioni di reddito. Nel dettaglio, fino a 28 mila euro di reddito, l’imposta IRPEF è pari al 23%, da 28.001 a 50 mila euro l’imposta ammonta al 35%, mentre oltre 50 mila euro di reddito è del 43%.
L’imposizione fiscale sulle buste paghe italiane è tra le più elevate in Europa e, ovviamente, determina una riduzione dello stipendio netto. Il taglio può essere più evidente in alcune Regioni o città, perché le addizionali variano da luogo a luogo. Se si paragonano i numeri in Italia con quelli degli altri Stati UE, si nota come la pressione fiscale, nel nostro Paese, sia pari al 42,6% del PIL, contro la media europea del 40,4%. Alla fine del 2024, è stato addirittura raggiunto il livello record di 50,6%.
Sulla base dei dati analizzati dalla CGIA, attualmente il Paese con il maggiore carico fiscale è la Francia. In Italia, invece, quali sono i luoghi con le tasse più alte? Dallo studio del REP (il Centro di Ricerca sugli Enti Pubblici di Fondazione Etica), le città in cui le tasse sono più salate sono: Venezia (2.437 euro l’anno per abitante), Milano (circa 2.100 euro l’anno), Firenze (2.027 euro l’anno), Siena (1.813 euro l’anno), Roma (1.600 euro l’anno), Brescia (1.473 euro l’anno), Bologna (1.466 euro l’anno), Salerno (1.450 euro l’anno), Genova (1.425 euro l’anno) e Pisa (1.416 euro l’anno).
Oltre a queste voci, tipiche delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, ci sono ulteriori tasse più o meno nascoste, che impattano sull’economia familiare. Tra esse, rientrano l’IVA sugli acquisti, le accise, il canone RAI, l’imposta RC auto.
L’Assegno Ordinario di Invalidità entra in una nuova fase. Dopo anni di esclusioni, anche i…
Nel 2026 il bonus mamme si sdoppia tra contributo mensile e esonero contributivo pieno. Le…
Il MEF torna sul mercato con un’emissione da 4,5 miliardi di euro in Buoni Ordinari…
Una donazione in denaro superiore al 20% del patrimonio ISEE obbliga a rifare subito la…
Nel 2026 il Conto Termico 3.0 riporta in primo piano lo sconto in fattura per…
La Certificazione Unica (CU) 2026 riapre il dossier sul trattamento integrativo IRPEF. Chi supera i…