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Economia e Finanza

Certificazione unica e dichiarazione dei redditi: cosa fare in caso di errori

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Qualora vi fossero errori nella Certificazione unica, che si può fare e cosa va inserito in dichiarazione dei redditi nel caso di una errata? I dettagli

Quando si parla di certificazione unica, tanti gli elementi che possono destare attenzione, come nel caso ad esempio di eventuali errori, cosa si può fare? E cosa va inserito in dichiarazione dei redditi nel momento in cui il contribuente non ricevesse quella giusta? A seguire, alcuni dettagli in merito.

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Il datore di lavoro, oppure il committente invia la certificazione unica, ovvero sia un documento che vada ad attestare il reddito su base annuale che un soggetto ha percepito. Un dipendente, oppure un autonomo. O ancora, un para-subordinato. I contribuenti devono controllare che il documento in questione riporti i dati corretti, e qualora notasse errori, può chiedere – ne ha il diritto – la correzione degli stessi.

Per quanto riguarda la CU 2022, la trasmissione di quest’ultima è avvenuta entro la data del sedici marzo dell’anno corrente, insieme ad istruzioni e al modello (provv. num.11169/2022 dell’AdE). Chi si occupa della produzione del detto documento deve rispettare 2obblighi, ovvero sia la trasmissione della stessa ad AdE. La quale procederà all’inserimento dei dati nella dichiarazione precompilata. E farà controlli a campione.

E poi, la consegna del documento ai soggetti lavoratori che hanno percepito i redditi. Qualora nella certificazione unica inviata vi fossero degli errori, è possibile richiederne la correzione. E va trasmessa nuovamente alle Entrate anche successivamente la scadenza dei termini. Circa l’adempimento telematico.

Sono previste – spiega Money.it nel relativo approfondimento – delle sanzioni. Le quali sono a carico del sostituto di imposta, e nel dettaglio di 33,33€, un terzo del minimo, qualora si tratti di una ri-trasmissione entro sessanta giorni dalla scadenza del termine.

E poi di cento euro, sanzione minima, qualora si tratti di ri-trasmissione oltre i sessanta giorni dalla scadenza del termine.

Cos’è la Certificazione Unica : alcuni dettagli sulla CU e cosa contiene

Non mancano spunti dunque ed elementi a cui prestare attenzione quando si parla di documenti e documentazione, in via generale. Si pensi ad esempio alla dichiarazione dei redditi e modello 730, e gli importanti documenti che non vanno dimenticati.

Tornando al tema in oggetto, come detto approfondito da Money.it, dunque la CU si lega all’accertamento dei redditi annuali che i lavorati hanno percepito e in virtù di ciò, questi hanno modo di poter adempiere in merito all’obbligo dichiarativo.

Si tratta di una versione sintetica – per così dire – dei redditi e degli importi avuti durante l’anno. È un documento che contiene diverse voci ed aspetti importanti, come i dati anagrafici dei lavoratori e quelli identificativi del datore/ente a cui si lega l’elaborazione della stessa. E anche, qualora vi siano, quelli circa coniuge e figli a carico, oppure altri familiare a carico. Poi le info inerenti il reddito, e dunque quello imponibile, le cifre inerenti gli assegni familiari avuti. Le ritenute applicate per quanto riguarda il reddito e così via.

Nella CU c’è anche l’indicazione di contributi eventuale e Trattamento Fine Rapporto, così come redditi (lav. autonomo), diversi, quelli percepiti. E anche ritenute subite in relazione ad affitti brevi. Poi vi è la parte legata all’8×1000, 5×1000 e 2×1000 (IRPEF).

Potrebbe succedere che il sostituto di imposta proceda ad un invio di una Certificazione errata. Con i contribuenti che si ritrovino in una situazione di ricezione di un reddito diverso da quanto attestato nella CU. Qualora il reddito effettivo fosse minore rispetto a quello indicato, gli eventuali soggetti corrono il rischio di un pagamento di imposte su quanto non ottenuto effettivamente.

Posto che sarà necessario per i soggetti l’inserimento in dichiarazione dei dati presenti nella Certificazione Unica, pur se sbagliati – viene spiegato da Money.it – al fine di evitare il versamento di imposte non dovute, questi dovranno inserire nel Quadro C i redditi che risultato dalla CU, pur se non percepiti. Procedere all’indicazione della quota di reddito certificata Ma non realmente percepita. (rigo E26).

Andando ad indicare all’interno della colonna uno il cod. ventuno, che si lega in generale ad “altri oneri deducibili”. Che però in tal caso impiegato in merito a somme che non avrebbero dovuto. Concorrere alla formazione di redditi lavoro dipendente ed assimilati. E le quali al contrario “sono state assoggettate a tassazione“. in base a definizione circa le istruzioni (mod730 del 2022).

E all’interno della colonna 2, l’importo del reddito che non si è ottenuto realmente. Al fine di non subire sanzioni occorrerà tenere il possesso e conservare tutti i documenti che vadano a dimostrare il reddito inferiore avuto.

Questi alcuni dettagli generali in merito. Ad ogni modo è bene ed opportuno informarsi ed approfondire temi ed elementi in questione, così da saperne di più e per chiarire eventuali dubbi, anche tramite un confronto con esperti del campo e soggetti competenti in materia.

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