Un tema che riguarda migliaia di famiglie torna in primo piano: l’accesso alla casa. Non è soltanto una questione di mattoni, ma di stabilità sociale ed economica. Al Meeting di Rimini, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un nuovo Piano Casa rivolto alle giovani coppie, presentandolo come una priorità di governo.
Un annuncio che si intreccia con il progetto già in cantiere al Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini: il Piano Casa Italia, atteso entro giugno 2025. Nel frattempo, tra risorse stanziate e numeri ufficiali, il dibattito politico si confronta con la realtà del mercato immobiliare, sempre più inaccessibile per la cosiddetta fascia media.

L’attenzione si concentra su un dato: senza misure concrete, il diritto all’abitare rischia di restare sulla carta.
Il Piano Casa Italia e la sfida del social housing
Il Piano Casa Italia nasce con l’obiettivo di affrontare il disagio abitativo in maniera strutturale. Secondo quanto annunciato dal Ministero, il progetto prevede un impegno di 660 milioni di euro distribuiti tra il 2027 e il 2030. Le risorse saranno destinate a progetti pilota e a modelli di social housing capaci di integrare risorse pubbliche e private. Al centro, la volontà di ripensare il ruolo delle Aziende Casa e di favorire soluzioni abitative flessibili, inserite nei quartieri e con servizi di prossimità.

Il target principale sono i nuclei familiari con redditi compresi tra 30.000 e 60.000 euro annui. Si tratta di quella fascia “sospesa”, esclusa dall’edilizia popolare ma penalizzata da un mercato immobiliare sempre più costoso. Confindustria Assoimmobiliare ha stimato che l’Italia, nei prossimi cinque anni, avrà bisogno di circa 635.000 nuove abitazioni tra costruzioni e rigenerazioni. In questo contesto, il Piano Casa appare come un tassello necessario. Un esempio pratico chiarisce il senso della misura: una giovane coppia oggi costretta a spendere metà del proprio reddito per l’affitto potrebbe accedere a un alloggio calmierato, riducendo i costi mensili e liberando risorse per altri progetti di vita. È questo il passaggio dal concetto astratto di politiche abitative alla quotidianità reale.
Giugno 2025: attese, promesse e scenari futuri
La scadenza fissata dalla Legge di Bilancio impone che entro giugno 2025 il Piano Casa Italia venga definito tramite DPCM. Si tratta di un passaggio decisivo: senza l’atto formale, gli stanziamenti restano bloccati. L’annuncio di Meloni a Rimini, più mirato sulle giovani coppie, conferma la volontà di accelerare su un tema che pesa fortemente nell’agenda sociale del Paese. Salvini, dal canto suo, ha ricordato che i tempi tecnici ci sono, sottolineando come la misura guardi soprattutto a quella fascia media che spesso resta esclusa da incentivi e bonus.
Il dibattito rimane aperto: da un lato la necessità di interventi rapidi per rispondere a un fabbisogno abitativo crescente, dall’altro la complessità di una macchina amministrativa che richiede tempi certi e trasparenza. Oggi migliaia di coppie guardano a questo progetto come a un’occasione per uscire da una precarietà abitativa che si protrae da anni.