Scatta la maxi operazione dell’Inps sui soggetti che percepiscono importi pensionistici di rilievo, saranno verificati oltre 300mila assegni.
Si è conclusa solamente di recente l’ultima fase di accertamento da parte dell’Inps, tuttavia i piani alti dell’istituto previdenziale hanno intenzione di proseguire per fare chiarezza. I conti non tornano, questo è poco ma sicuro, e proprio per questo motivo nelle prossime settimane verranno messe in campo nuove verifiche sugli assegni pensionistici. Secondo le stime ne verranno passati in rassegna circa 300mila, così da stanare gli ormai famosi furbetti. I primi controlli sarebbero già partiti, qualcuno rischia grosso.
In cosa consisterà la procedura di verifica? Ai percettori verrà presentata la richiesta di attestazione tramite Citibank NA, è questo l’istituto bancario che predisporrà i moduli specifici e analizzerà i dati forniti in seguito alla successiva consegna degli stessi. Tra i documenti da presentare anche il certificato di esistenza in vita che dovrà essere inoltrato con la controfirma di un testimone – da ritenere credibile – o di un autorità che sia abilitata dar peso alla certificazione.
Dando un’occhiata ai numeri registrati nel 2022 ci si rende facilmente conto dell’entità del fenomeno: sono oltre trecentomila gli assegni pensionistici erogati dallo Stato in 165 Paesi esteri. Questi importi rappresentano il 2,4% del quadro complessivo, per un totale di circa un miliardo e mezzo di euro. La maggior parte dei pagamenti – più della metà, il 56% – vengono inviati tra Albania, Portogallo, Spagna e Grecia. E proprio di questi si sta occupando (nuovamente) l’Inps, avviando l’ennesima maxi operazione di controllo.
L’obiettivo dichiarato è arginare (e, magari, porre fine) agli illeciti e alle evasioni; spesso le pensioni vengono percepite dopo la morte del beneficiario da chi, di fatto, non ne avrebbe alcun diritto. Per stanare i falsi pensionati ci si concentrerà sui cittadini italiani residenti in Unione europea, in Africa e in Oceania, visto che i controlli sui Paesi scandinavi e sull’est Europa sono stati già condotti di recente.
A chi non risponderà alla procedura di verifica portata avanti da Citibank NA – o chi non si presenterà come di consueto a incassare l’assegno – verrà bloccata l’erogazione. Solo fornendo i documenti richiesti – compreso un certificato di esistenza in vita – si potrà scongiurare questo scenario.
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