Controlli+del+Fisco%3A+come+capire+se+c%26%238217%3B%C3%A8+un+accertamento+in+corso+e+cosa+fare+per+rimediare
tradingit
/controlli-fisco-come-accertamento/amp/
Economia e Finanza

Controlli del Fisco: come capire se c’è un accertamento in corso e cosa fare per rimediare

Published by

Con la ripartenza del Fisco molti i contribuenti preoccupati di un possibile controllo, ma come capire se c’è un accertamento in corso? 

Attenzione ai controlli del 730 precompilato, il Fisco non perdona

Le preoccupazioni di solito nascono quando non si è pagato o dichiarato il dovuto. Quindi, non è per tutti e anche se il web crea allarmismi, bisogna valutare nella sua individualità. Ad esempio, se il contribuente non ha pagato le tasse, può correggere tranquillamente la propria situazione, tramite la dichiarazione dei redditi o con il ravvedimento operoso. Ma cerchiamo di capire come opera l’Agenzia delle Entrate nei controlli fiscali.

Controlli del Fisco: come capire se c’è un accertamento in corso

L’Agenzia delle entrate quando esegue un controllo formale sulla posizione tributaria del contribuente, invia all’indirizzo inserito nell’anagrafica tributaria, un avviso di accertamento. L’avviso di accertamento, notificato al contribuente, deve essere sempre motivato, pena la nullità dell’atto. Inoltre, deve indicare i seguenti dati:

a) imponibili accertati in base a quelli dichiarati e le aliquote applicate;

b) le imposte liquidare, sia al lordo sia al netto, con indicazione delle detrazioni, ritenute di acconto e crediti di imposta;

c) indicazione dell’ufficio con il responsabile del procedimento, in modo che il contribuente potrà recarsi per chiedere informazioni;

d) la scadenza di pagamento e le modalità;

e) l’organo giurisdizionale per presentare eventuale ricorso.

Se l’Agenzia delle Entrate invia una notifica di accertamento, il contribuente  può optare per due possibilità: riconoscere la somma dovuta e ottenere una riduzione, oppure, presentare ricorso. In arrivo Rottamazione quater e 150 giorni in più per pagare le cartelle esattoriali

Se il contribuente accetta l’atto di notifica e quindi, riconosce che le somme sono dovute (tale azione è definita “acquiescenza“), ottiene una riduzione delle sanzioni amministrative in determinati casi. La riduzione delle somme da pagare, si ottiene solo se il contribuente rinuncia ad impugnare l’atto. Oppure, rinuncia a presentare istanza di accertamento con adesione. Infine, ha dei termini ben precisi per il pagamento che sono 60 giorni dalla notifica dell’atto.

LEGGI ANCHE>>>Detrazione abbonamento trasporto pubblico, si divide tra i genitori? La risposta che non ti aspetti

Acquiescenza

L’azione di acquiescenza può risultare un valido strumento per il contribuente, infatti, le somme dovute si  possono versare sia a rate, sia in un’unica soluzione. Bisogna effettuare il  pagamento tramite apposito modello presso le banche o agenti della riscossione. Il modello da utilizzare per il pagamento è l’F24 o il modello F23. Le partite Iva devono utilizzare l’F24 telematico. Inoltre, per gli importi rateali sono dovuti gli interessi calcolati dal giorno successivo al termine di pagamento della prima rata. Infine, il contribuente deve inviare copia della quietanza all’Agenzia delle Entrate, del versamento effettuato, entro dieci giorni dal pagamento della prima rata o del pagamento complessivo.

Fonte: Scheda Agenzia delle Entrate “Acquiescenza”

Angelina Tortora

Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il lettore nel disbrigo delle pratiche, dalle più semplici alle più complesse. Direttrice della testata giornalistica InformazioneOggi.it, impegnata in vari progetti editoriali e sociali. Profilo Linkedin

Recent Posts

ISEE corrente e NASpI: la soluzione (legale) per certificare i redditi anche senza CU

Chi deve presentare l’ISEE corrente prima della disponibilità della Certificazione Unica 2026 può comunque attestare…

18 ore ago

Indennità di accompagnamento 2026: aumenta l’assegno mensile, i nuovi importi

Nel 2026 l’indennità di accompagnamento aumenta e raggiunge 551,53 euro al mese. La prestazione assistenziale…

2 giorni ago

Pensione a 64 anni: lo stipendio può fare la differenza anche con meno di 20 anni di contributi

Nel sistema pensionistico contributivo non conta solo quanti anni si lavora, ma anche quanto si…

3 giorni ago

Pensione con pochi contributi: le strade possibili oggi con 5, 10 o 15 anni di versamenti

Non sempre servono 20 anni di contributi per ottenere una pensione. In alcune situazioni specifiche…

7 giorni ago

Ferie non godute: la Corte d’Appello chiarisce quando spetta l’indennità

Le ferie non godute tornano al centro del diritto del lavoro con una nuova decisione…

1 settimana ago

BTP Valore marzo 2026: perché il nuovo titolo di Stato ha attirato oltre 16 miliardi dai risparmiatori

La settima emissione del BTP Valore si chiude con una raccolta superiore a 16 miliardi…

1 settimana ago