Il crollo dei mercati non deriva solo dai dazi. Le parole di un famoso imprenditore descrivono l’attuale scenario economico.
Il rischio di un possibile collasso dei mercati finanziari non accenna ad attenuarsi. Le preoccupazioni delle ultime settimane sono alimentate da una serie di elementi: le tensioni geopolitiche tra Russia e Ucraina e nel Medio-Oriente, la precarietà del mondo del lavoro e, soprattutto, l’imposizione dei dazi.
Secondo un famoso imprenditore statunitense, in realtà, quest’ultimo fattore non sarebbe quello dominante nel crollo dei mercati finanziari. Non sarebbe, in pratica, colpa soltanto ai dazi, ma coesisterebbero ragioni ben più profonde.
Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, ha dichiarato che gli investitori statunitensi dovranno presto fare i conti con una modifica permanente del sistema finanziario mondiale. Sbaglierebbero, dunque, i media e i principali analisti ad attribuire le cause di questa trasformazione irreversibile e dell’attuale crisi economica unicamente all’imposizione dei dazi da parte di Donald Trump.
Le imposte, infatti, rappresenterebbero un “sintomo” del problema. Ma, allora, a cosa possono essere legate le attuali preoccupazioni? Per Dalio, ci sarebbero ben cinque fattori di crisi simultanei:
Ray Dalio esorta la classe politica a mettere da parte l’orgoglio per studiare un piano d’azione congiunto. “Quello che sta accadendo ora somiglia ai cicli di default del debito degli anni ’30 e al caos della stagflazione degli anni ’70“, ha sottolineato. Anche gli affari economici, infatti, si baserebbero sulla fiducia reciproca e sulla sicurezza. Solo in questo modo si potrà porre un freno a questo pericoloso momento ribassista, che minaccia non solo gli Stati Uniti ma il mondo intero.
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