Gestione degli atti, come funziona con i debiti cancellati: le pronunce delle Corti di Cassazione e Giustizia chiariscono come fare.
Fondamentali le pronunce della Corte di Cassazione e della Corte di Giustizia Tributaria, poiché a volte la materia dei debiti, non è poi così chiara agli occhi dei contribuenti. Ci sono delle evoluzioni giurisprudenziali che è importante esaminare, specie perché quanto espresso indica, non solo spiega, come agire davanti i debiti cancellati e come deve comportarsi il coniuge.

Se c’è la notifica di fatture nulle o debiti cancellati solo alla moglie che convive, non basta a perfezionare la notificazione in questione ai fini di validità degli atti tributari. S’intendono appunto le cartelle di pagamento nel momento in cui l’atto è consegnato a un familiare convivente, ad esempio la moglie, e per cui è obbligatorio pure l’invio di una raccomandata informativa all’effettivo destinatario, cioè il contribuente.
Come le sentenze hanno aggiornato la disciplina dei debiti cancellati? La Corte di Cassazione ha risposto con la sentenza n. 2868/2017, mentre la Corte di Giustizia Tributaria con la n. 418/2023, esplicando in maniera dettagliata cosa accade alla ricezione della raccomandata informativa senza la prova dell’invio.
Si specifica proprio questo “dettaglio” perché in realtà non è una questione marginale, quanto un elemento che non va assolutamente sottovalutato nella gestione in questione.
Applicazione concreta della disciplina dei debiti cancellati
Si applicano le pronunce della Corte di Cassazione e della Corte di Giustizia Tributaria, rispettivamente sentenza n. 2868/2017 e la n. 418/2023, per cui senza la prova dell’invio e della ricezione della raccomandata informativa, la notifica si considera nulla e i debiti o atti tributari notificati possono essere cancellati o persino ritenuti inesistenti!

Si passa all’indicazione del dettame normativo che sostiene le pronunce delineate. Quanto espresso è stato sancito dall’art. n. 60 del DPR n. 600/1973, a sua volta confermato dalla giurisprudenza delle Corti fino a pocanzi indicate, Cassazione e Di Giustizia Tributaria.
Quindi, in sostanza la notifica all’unica persona convivente, la moglie, non basta a questo fine, poiché è necessario l’invio obbligatorio della stessa raccomandata informativa anche al marito o comunque, del contribuente destinatario. Se manca la raccomandata informativa, di conseguenza la notifica è nulla.
Ciò comporta che gli atti indicati come fatture, cartelle o debiti così notificati, potrebbero a sua volta essere resi inesistenti perché annullati o proprio cancellati.
In ogni caso, se la notifica è stata posta in essere ed effettuata solo alla moglie convivente e senza la raccomandata informativa al destinatario, come successo nel caso presentato, si considera nulla la notifica, e i debiti collegati potrebbero a loro volta in questo modo, essere azzerati o annullati!