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Debiti dei figli, quando ne rispondono i genitori? La questione è complicata

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La questione dei debiti dei figli è molto intricata: in molti, infatti, si chiedono quando siano i genitori a risponderne. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in merito alla questione. 

I debiti in famiglia sono un’evenienza molto ricorrente, specie quelli dei figli: può capitare che vi sia un’insolvenza da parte loro che siano maggiorenni o minorenni. Tale insolvenza può essere nei confronti del Fisco, come il mancato pagamento di una multa o nei confronti di terzi come, ad esempio, il non pagamento di qualche rata di un finanziamento. Una situazione del genere, inoltre, risulta essere abbastanza intricata.

Sono numerosi coloro che si chiedono quando i debiti dei figli ricadano sui genitori e fino a che punto. Possono, infatti, comportare anche il pignoramento dei beni di famiglia? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in merito alla situazione.

In questi casi i debiti dei figli ricadono sui genitori: fate molta attenzione

In linea generale, secondo quanto disposto dal nostro ordinamento i debiti dei figli ricadono sui genitori solo quando essi siano minorenni. Tali debiti non ricadranno quasi mai sulla famiglia nel momento in cui i figli in questione siano maggiorenni. Tuttavia, la situazione cambia qualora il figlio sia maggiorenne ma conviva con i genitori e ci sia di mezzo un pignoramento mobiliare.

In questo caso, il creditore potrà rivalersi anche sui genitori e sui beni in loro possesso: questi, potranno però salvarsi. I genitori in questione, infatti, possono opporsi a tale procedura me devono proporre ricorso al giudice che si occupa del provvedimento. Essi, dunque, dovranno dimostrare che i beni che dovrebbero essere pignorati siano stati acquistati da loro stessi e con il proprio denaro. 

Inoltre, in caso mancato pagamento della rata di un finanziamento, la banca potrà pignorare i beni in questione anche senza il consenso di un giudice. In questo caso al debitore verrà comunque inviato un avviso che lo intimerà a risanare il proprio debito entro 10 giorni dall’avvenuta ricezione. 

Qualora neanche in questo modo il debito sia saldato, sarà notificato un atto di pignoramento che disporrà dello stipendio dell’individuo in debito. Esso sarà pari a:

  • Un quinto se la busta paga è superiore a 5.000 euro;
  • Un settimo se la busta paga in questione è compresa tra 2.501 e 5.000 euro;
  • Solo un decimo se è inferiore a 2.500 euro.

La procedura di pignoramento

La procedura di pignoramento inizia con l’invio al debitore da parte del creditore della notifica dell’atto di pignoramento. Esso fornisce un temine di 10 giorni dall’avvenuta ricezione per saldare il proprio debito. In caso di mancato pagamento si procederà con un titolo esecutivo.

Per titolo esecutivo si intende, poi, una sentenza di primo grado, un decreto ingiuntivo, un avviso di accertamento immediatamente esecutivo o una cartella dell’agente della riscossione. 

Nicola Sabatino

Studente di Banking and Finance presso La Sapienza di Roma, da tempo per passione mi occupo della redazione di contenuti per testate online. Mi occupo di tematiche fiscali e di strumenti di investimento. Creatore di contenuti per la testata Trading.it da oltre un anno.

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