Detrazioni IRPEF ed affitto: non cadere nella trappola, cambia tutto in base al tipo di contratto

La tipologia del contratto dà le risposte che servono, come avere le detrazioni IRPEF ed affitto.

Ad ognuno il suo contratto di casa, e a ciascuno le sue detrazioni IRPEF ed affitto: come funzionano? Bisogna fare attenzione a non cadere vittime di cavilli burocratici, informandosi a modo. Ci sono distinzioni importanti da fare, soprattutto far fronte a quale sia il comportamento adeguato da porre in essere.

sfondo oggetti cartoleria, simbolo percentuale e calcolatrice e tondo con stretta mano davanti casetta di legno
Detrazioni IRPEF ed affitto: non cadere nella trappola, cambia tutto in base al tipo di contratto- Trading.it

Il proprietario che si ritrova nella situazione in cui affitta due appartamenti con contratti a canone concordato, rispetto a quelli a canone libero, le detrazioni IRPEF e i vantaggi fiscali non sono gli stessi, ma differenti.

Nel caso dei vantaggi per contratti a canone concordato, la detrazione IRPEF si calcola applicando la riduzione del 30-35% sul reddito dell’affitto. Cioè si tassa solo il 65-60% del canone percepito. Nel caso in cui si trattasse quello libero, la riduzione è solo del 5%.

Si può sempre usufruire della cedolare secca agevolata con aliquota al 10%, quando per il canone libero c’è il 21%, la quale sostituisce IRPEF e addizionali sul reddito da locazione. Ci sono ulteriori vantaggi che includono riduzioni su imposte locali, fino al 75% dei casi, come IMU e TASI.

Tutto sulle detrazioni IRPEF ed affitto, come funziona l’agevolazione

Si evince che l’affitto a canone concordato ha canoni calmierati che sono regolati da accordi territoriali. Questa condizione consente sgravi fiscali pure sulle ristrutturazioni se non si opta per la cedolare secca.

persona fa calcoli alla calcolatrice
Tutto sulle detrazioni IRPEF ed affitto, come funziona l’agevolazione- Trading.it

Potrebbe sembrare artificiosa l’analisi, ma una volta acquisiti tutti gli elementi, si comprende appieno come decidere la situazione più confacente alle proprie esigenze. Facendo due conteggi sulla questione, si chiarisce un quadro ben preciso di percentuali, dati, vantaggi e anche possibili difficoltà. Bisogna valutare caso per caso, e di conseguenza avere delineata la situazione alla quale si va incontro.

Per i contratti a canone libero, il reddito da locazione è tassato al 95% del canone percepito ai fini IRPEF. Qui la cedolare secca è del 21%, e non ci sono particolari agevolazioni su riduzioni di imposte locali per quanto concerne IMU o TASI.

In entrambi i casi è possibile ottenere delle detrazioni per le spese di manutenzione e ristrutturazione. Questo purché non si opti per la cedolare secca che invece preclude la possibilità di deduzioni.

In sostanza, si conferma che affittare con contratti che rientrano nella tipologia di “canone concordato”, permette di ottenere i benefici di un’imposizione fiscale più lieve rispetto al canone libero. Questo grazie alla minore base imponibile, all’aliquota agevolata della cedolare secca, e a possibili riduzioni di imposte locali.

In generale, il canone di affitto sarà comunque minore rispetto al canone libero che invece ha vincoli negli accordi territoriali.

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