La dichiarazione reddituale all’INPS per le pensioni collegate al reddito resta sotto osservazione. CAF e patronati parlano di una possibile proroga al 30 marzo 2026, non ancora formalizzata, rispetto al termine ordinario del 28 febbraio. L’adempimento riguarda la Campagna RED ordinaria 2025 e i Solleciti RED 2024: chi non invia i dati rischia sospensione e revoca delle prestazioni.
La dichiarazione RED 2026 torna al centro dell’attenzione per migliaia di pensionati titolari di prestazioni collegate al reddito. L’INPS ha fissato come termine ordinario il 28 febbraio, ma secondo quanto comunicato da CAF e patronati sarebbe in arrivo una proroga al 30 marzo 2026, al momento non ancora formalizzata.
La scadenza riguarda la Campagna RED ordinaria 2025 per i redditi 2024 e i Solleciti RED 2024 relativi ai redditi 2023. Non si tratta di un semplice adempimento formale: l’invio della dichiarazione reddituale consente all’Istituto di verificare il diritto a integrazioni e maggiorazioni sulla pensione.
Dietro sigle come Modello RED, RED Precompilato, MyINPS, si gioca la continuità di trattamenti economici che integrano l’assegno pensionistico. Il tema tocca la situazione reddituale del pensionato e del nucleo familiare, la corretta comunicazione dei redditi rilevanti ai fini previdenziali e il rispetto delle scadenze amministrative.
Chi rientra nell’obbligo deve agire entro i termini per evitare la sospensione dei pagamenti. Chi invece ha già trasmesso tutti i dati tramite dichiarazione fiscale ordinaria potrebbe non dover fare nulla. La differenza la fa la posizione personale, che ciascun pensionato può verificare accedendo alla propria area riservata.
Devono presentare la dichiarazione i titolari di prestazioni INPS collegate al reddito che non hanno già comunicato all’Istituto tutti i dati necessari attraverso il modello 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche. L’obbligo riguarda i pensionati che non possiedono altri redditi oltre alla pensione ma hanno registrato variazioni rispetto all’anno precedente, i titolari di prestazioni con redditi non dichiarabili nella dichiarazione ordinaria, gli esonerati dal 730 o dal Modello Redditi ma titolari di ulteriori redditi, e chi percepisce redditi rilevanti ai fini previdenziali come quelli da collaborazione coordinata e continuativa o da lavoro autonomo.
Non devono invece inviare il Modello RED i pensionati per i quali l’INPS può acquisire tutti i dati reddituali direttamente dall’Agenzia delle Entrate o da altre pubbliche amministrazioni, purché abbiano già dichiarato integralmente i propri redditi e, quando richiesto, quelli del nucleo familiare.
Le prestazioni interessate comprendono la quattordicesima mensilità, l’integrazione al minimo, la maggiorazione sociale, gli assegni al nucleo familiare e il bonus tredicesima. Tra i redditi che spesso non confluiscono nel 730 e devono quindi essere comunicati con il RED figurano interessi bancari e postali, proventi da BOT e titoli di Stato, rendimenti di quote di investimento soggetti a ritenuta alla fonte, redditi da lavoro dipendente svolto all’estero e redditi da attività autonoma non cumulabili con la pensione. In molti casi occorre indicare anche i redditi del coniuge e degli altri componenti del nucleo familiare rilevante.
Dal 2024 il sistema utilizza il RED Precompilato, che mostra i dati già in possesso dell’INPS e permette di confermarli, integrarli o correggerli. Il pensionato può accedere online all’area personale MyINPS con credenziali SPID di livello 2, CIE o CNS e utilizzare il servizio “La dichiarazione della situazione reddituale”. In alternativa può rivolgersi a CAF e patronati per assistenza gratuita, contattare il Contact center al numero 803 164 da rete fissa o 06 164 164 da rete mobile, oppure recarsi presso le sedi territoriali. Un assistente virtuale guida l’utente nella compilazione e riduce il rischio di errori.
A dicembre 2025 l’INPS ha avviato la Campagna di Sollecito RED inviando comunicazioni cartacee ai pensionati che non avevano ancora adempiuto per i redditi 2023. La lettera contiene un QR code che rimanda a una video guida personalizzata disponibile nell’area MyINPS, con istruzioni adattate alla situazione del destinatario. Le stesse informazioni risultano accessibili anche tramite le notifiche delle app IO e INPS Mobile. L’Istituto non invia la richiesta RED né la matricola di acquisizione per posta: chi non riceve comunicazioni può comunque verificare la propria posizione accedendo all’area riservata o chiedendo supporto a CAF e patronati.
Il mancato invio entro la scadenza attiva un meccanismo automatico. L’INPS sospende la prestazione per 60 giorni; se entro questo periodo non arriva la dichiarazione, revoca definitivamente il trattamento. Il pensionato può recuperare la prestazione presentando il RED in ritardo, ma deve mettere in conto tempi di riattivazione non immediati e un’interruzione dei pagamenti.
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