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Borsa e Mercati

Difesa europea ai massimi: le 2 azioni migliori da comprare e le 2 peggiori da evitare secondo Goldman Sachs

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Nuovo record per l’indice europeo della difesa, spinto dalle tensioni geopolitiche e dalle decisioni politiche che cambiano il panorama economico. I titoli del settore mostrano performance rilevanti, mentre le grandi banche d’affari tracciano linee guida su quali società potrebbero crescere e quali rallentare. Un intreccio di sicurezza, finanza e strategie internazionali che non lascia indifferenti i mercati.

In certi momenti la finanza sembra muoversi al ritmo della geopolitica. Non è raro che le dinamiche internazionali influenzino il valore delle aziende, soprattutto quando si parla di difesa e tecnologie strategiche. Negli ultimi mesi, questo legame è diventato più evidente e ha acceso i riflettori sul comparto europeo.

Dichiarazioni di leader politici e nuovi scenari di spesa hanno riportato al centro dell’attenzione titoli che spesso operano lontano dalla quotidianità del grande pubblico. Le reazioni dei mercati mostrano una sensibilità immediata agli eventi di crisi, e le società del settore vengono osservate con crescente interesse.

Difesa europea ai massimi: le 2 azioni migliori da comprare e le 2 peggiori da evitare secondo Goldman Sachs – trading.it

Alcuni gruppi rappresentano solidità e capacità innovativa, catalizzando capitali e analisi. Gli esperti sottolineano come la geopolitica e le decisioni istituzionali pesino tanto quanto i bilanci industriali. Così, tra incontri internazionali, piani di riarmo e cambi di posizione da parte di figure chiave, l’attenzione resta alta.

Il risultato è un comparto che si trova a vivere una fase di forte espansione ma anche di selezione. Non tutte le aziende beneficeranno allo stesso modo, ed è qui che entrano in gioco le valutazioni delle grandi banche. Chi saprà leggere meglio le prospettive future potrà muoversi con maggiore consapevolezza, senza trascurare la complessità del contesto.

Il nuovo record europeo e la spinta dei governi

L’indice Stoxx Aerospace & Defense ha toccato 2.838,65 punti, chiudendo a 2.837,66 (+1,39%), come riportato da Bloomberg. Leonardo (+4,55%), Fincantieri (+4,99% a 21,66 €), Rheinmetall (+3,48%) e Hensoldt (+8,04%) sono state tra le migliori, mentre Airbus ha registrato un lieve calo (-0,23%).

Le tensioni in Ucraina e Medio Oriente hanno pesato sulle quotazioni, insieme alle parole di Donald Trump, che ha aperto alla possibilità per la Nato di abbattere aerei russi in caso di violazioni dello spazio aereo. Mediobanca Research ha definito queste dichiarazioni un cambio di rotta significativo.

La spesa militare europea intanto cresce: la Germania ha stanziato 100 miliardi €, la Polonia è salita al 4% del PIL, la Svezia ha rafforzato i fondi dopo l’ingresso nella Nato. Secondo i dati dell’Alleanza, 22 Paesi membri hanno già raggiunto il 2% del PIL, contro 8 del 2021.

Il nuovo record europeo e la spinta dei governi – trading.it

Goldman Sachs stima però un deficit cumulativo di 375 miliardi $ per raggiungere entro il 2035 il nuovo obiettivo del 5% del PIL, con il 3,5% destinato alla difesa core. Gran parte dell’onere ricadrà su Regno Unito e Francia.

Le valutazioni di Goldman Sachs sulle principali aziende

Nell’analisi più recente, Goldman Sachs promuove con rating buy due aziende: la britannica Bae Systems (target 2.270 pence) e la tedesca Rheinmetall (2.200 €). La banca evidenzia la solidità dei modelli di business e le prospettive di crescita, soprattutto per il gruppo tedesco grazie al riarmo nazionale.

Più cauta la posizione su altri player. La francese Thales riceve un rating sell con target a 240 €, per divisioni ritenute meno convincenti, mentre Dassault Aviation ottiene anch’essa un sell a 270 €, con il successo del Rafale già incluso nei prezzi.

Su Leonardo (50 €) e Renk (70 €), Goldman Sachs mantiene un rating neutrale. Nel caso del gruppo italiano, viene ricordato il lavoro del ceo Roberto Cingolani, che dal 2023 ha avviato un piano industriale quadriennale stimando una crescita annua dell’ebita del 12% fino al 2030. Le attuali valutazioni, tuttavia, rifletterebbero già queste prospettive.

Secondo Goldman Sachs, il settore resta fortemente influenzato dagli sviluppi geopolitici, e le prossime decisioni sugli assetti militari statunitensi in Europa potrebbero accelerare ulteriormente l’interesse verso la difesa, mantenendo il comparto al centro dei mercati finanziari.

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