Non tutti sanno che in certi casi non è più necessario presentarsi a visita medica per confermare l’invalidità riconosciuta con la Legge 104. A volte, la legge permette di uscire da quel ciclo di revisioni che può durare anni. Questo non è un privilegio raro, ma un diritto previsto da norme precise, spesso ignorato o poco compreso. Ecco cosa succede quando la condizione è talmente grave o irreversibile da rendere superfluo ogni controllo periodico da parte dell’INPS.
Quando viene riconosciuta un’invalidità civile o uno stato di handicap ai sensi della Legge 104, può capitare che sul verbale venga indicata una data di revisione. Non è una scelta arbitraria: la commissione medico-legale decide se e quando rivalutare la situazione sulla base della diagnosi e della documentazione presentata. Ma non sempre questa scadenza viene imposta. In alcuni casi, infatti, la normativa prevede che la persona interessata sia esentata da future visite di revisione.
Questa possibilità può sembrare poco conosciuta, ma ha basi giuridiche solide. Non si tratta di interpretazioni soggettive o di eccezioni. L’esonero dalle visite è regolato da norme specifiche e da circolari dell’INPS, che forniscono indicazioni chiare su quando una condizione viene considerata non rivedibile.
Il punto di partenza è il Decreto del Ministero dell’Economia del 2 agosto 2007, che include un elenco dettagliato di patologie stabilizzate o ingravescenti. Sono tutte condizioni mediche considerate irreversibili, o che peggiorano nel tempo. Chi riceve un riconoscimento per queste malattie può ottenere un verbale definitivo, privo di data di revisione.
Rientrano in questo elenco situazioni come la sclerosi laterale amiotrofica, le conseguenze permanenti di gravi traumi cranici, gravi disabilità cognitive e anomalie cromosomiche. In questi casi, se la documentazione medica è aggiornata e conforme, l’INPS può stabilire che non sarà necessaria alcuna visita futura.
Anche la Circolare INPS n. 42 del 2025 chiarisce questo punto. Nel paragrafo dedicato all’esonero, viene ribadito che la valutazione può essere fatta “agli atti”, ovvero solo sulla base dei documenti inviati, senza convocazione fisica. L’articolo 1 del D.M. 29 gennaio 2009 estende inoltre l’esonero a soggetti con menomazioni gravi e permanenti, come nel caso della sindrome da talidomide.
Un esempio pratico può aiutare a chiarire. Una persona con paralisi cerebrale infantile e perdita irreversibile dell’autonomia, se ha ricevuto un verbale di handicap grave con Legge 104, può ottenere l’esonero dalla visita di revisione. Basta che nel verbale venga riportata la dicitura “non rivedibile” e che la condizione rientri tra quelle del decreto ministeriale.
Allo stesso modo, chi ha subito un’amputazione multipla o presenta una cecità assoluta permanente, può vedersi riconosciuto un verbale definitivo. Ma attenzione: il verbale non si “auto-produce”. È essenziale che la documentazione presentata sia completa, aggiornata e coerente con le patologie indicate nella normativa.
È utile anche sapere che i minori con autismo grave o sindromi genetiche riconosciute non vengono convocati a revisione fino al compimento dei 18 anni, salvo casi particolari. Alla maggiore età, l’accesso alle prestazioni da adulto avviene con una semplice integrazione dei dati economici, senza bisogno di nuova visita medica.
L’esperienza concreta mostra che rivolgersi a un medico legale o a un patronato competente può fare davvero la differenza. Non si tratta di evitare un controllo, ma di far valere un diritto, previsto dalla legge, quando ci sono le condizioni per farlo.
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