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Risparmio

Ecco perché la tua Postepay non è più al sicuro

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Due vite in bilico, una carta nel mirino: cosa rischiano davvero Nicola e Antonietta? Le carte prepagate sembrano una scappatoia, ma la legge ha occhi ovunque.

Anche dove meno te l’aspetti. E se pensi che un conto senza IBAN sia al sicuro, forse dovresti fermarti un attimo a leggere questo.

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Non è una storia come le altre. E nemmeno una scusa buona per voltarsi dall’altra parte. Perché quando i debiti bussano, la Postepay potrebbe rispondere al posto tuo.

La Postepay può essere pignorata anche senza IBAN

Nicola ha il vizio di non pagare. Sembra vivere come se niente lo potesse toccare: bollette, affitti, prestiti… tutto ignorato. Antonietta, invece, ha perso il lavoro e lotta ogni mese per restare in piedi. Entrambi hanno una Postepay  entrambi con credito. E forse entrambi credono che questa carta possa metterli al riparo dai problemi. Ma non è così.

La Postepay può essere pignorata anche senza IBAN-trading.it

Molti pensano che una carta prepagata sia fuori dalla portata dei creditori. Ma quando i debiti iniziano a diventare pesanti, anche quelle somme apparentemente “invisibili” possono finire sotto il radar della legge. Non importa se parliamo di una Postepay standard o di una Evolution. Quando c’è un pignoramento in ballo, nessuna ricaricabile è davvero al sicuro.

Il punto è che siamo abituati a vedere queste carte come “alternative” a un conto vero. Ma la legge non ragiona per impressioni: se i soldi sono tuoi e possono essere tracciati, allora possono anche essere pignorati.

Non esiste scappatoia

Quando un creditore ha in mano un titolo esecutivo, come una sentenza o un decreto ingiuntivo, può avviare una procedura di esecuzione forzata. Prima ti notifica il titolo e il precetto, cioè l’intimazione a pagare. Se non lo fai entro dieci giorni, puoi chiedere il pignoramento.

In questo quadro, anche la Postepay può finire nel mirino. Non parliamo della carta fisica, ovviamente, ma dei soldi caricati. Se la carta è intestata al debitore, quei fondi possono essere bloccati. Anche senza IBAN.

La carta, infatti, è legata al tuo codice fiscale. Quindi tracciabile. Poste Italiane, quando riceve l’atto di pignoramento, ha l’obbligo di congelare i fondi e riferirlo al giudice. Il titolare non potrà più usare quei soldi.

Il tipo di pignoramento è detto “ presso terzi ”, perché i soldi sono conservati da un soggetto diverso dal debitore. E in questo caso, anche se hai solo una carta standard senza IBAN, sei comunque esposto. Per la legge non fa differenza: se i fondi sono tuoi, possono essere bloccati.

Anche pochi euro possono fare la differenza

Antonietta forse pensava che quei 300 euro caricati per pagare la spesa non interessassero a nessuno. Ma in caso di pignoramento, ogni euro può essere utilizzato per saldare i debiti. E per chi vive con poco, la perdita può essere devastante.

Anche Nicola, che ha sempre pensato di essere più furbo, prima o poi dovrà fare i conti. Le Postepay non sono uno scudo. Sono parte del tuo patrimonio, e se sei in debito, rientrano nel gioco.

Gerardo Marciano

Laureato in Giurisprudenza con indirizzo economico, ha ricevuto un Premio Internazionale alla Carriera conferito dal Senato Accademico della Facoltà di Scienze Aziendali e Sociali di ISFOA. Collabora e scrive articoli su tematiche finanziarie per numerose riviste nazionali e internazionali. È autore e coautore di oltre 40 eBook dedicati alla storia dei mercati e all’analisi statistica delle loro serie storiche. Negli anni ha partecipato, in qualità di esperto di storia dei mercati e statistica, ai principali eventi nazionali nel settore del trading e degli investimenti. È stato ospite di canali televisivi come Class CNBC, Le Fonti TV, Finanza Now, Money TV, e le sue opinioni sono state riprese da testate nazionali e internazionali, tra cui Avvenire, Il Sole 24 Ore, Alliance News e MF Dow Jones. Ha inoltre partecipato a trasmissioni radiofoniche in Italia e all’estero. È stato Amministratore Delegato e proprietario di Proiezionidiborsa.it fino al novembre 2023, un sito che, secondo i dati di Alexa, per diversi mesi è stato tra i primi posti nella classifica dei siti italiani più letti.

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