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Embargo energetico: gli effetti sull’economia potrebbero essere peggiori del previsto

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L’embargo di petrolio, gas e carbone russo annunciato l’8 marzo dal presidente Biden potrebbe avere conseguenze significative per l’economia statunitense.

Il fenomeno acuisce l’ascesa dell’inflazione, che ha raggiunto il livello più alto dagli anni ’80. A questo si aggiunge l’aumento del prezzo delle commodity sui metalli.

L’impatto economico diretto degli Stati Uniti dalla perdita di petrolio russo sarà notevole. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, gli Stati Uniti nel 2021 hanno importato meno di 700.000 barili di petrolio al giorno dalla Russia. Ciò rappresenta meno del 10% di ciò che gli Stati Uniti importano a livello globale.

Questo sarebbe un problema marginale se oltre a gas e petrolio la Russia non fosse produttore ed esportatore leader di alluminio e nichel. Oltre a questi il Paese produce rame, zinco, piombo e stagno. Fino a prima dell’inizio della guerra la Russia è uno dei protagonisti in termini di influenza del prezzo dei metalli di base scambiati sul London Metals Exchange.

Gli effetti sull’economia USA dell’embargo energetico russo

Le sanzioni contro la Russia stanno acuendo la volatilità nelle commodities sui metalli di base. I prezzi già alti a causa delle pressioni inflazionistiche e della crescente domanda di fonti energetiche alternative, hanno dato ai trader un ulteriore occasione di ingresso long allo scoppio della guerra in Ucraina.

Prezzo dei metalli, inflazione e aumento del costo dell’energia rappresentano il circolo vizioso in grado di rendere completamente antieconomica una parte della produzione industriale. L’estrazione, la fusione e la raffinazione dei minerali in metalli richiedono un impiego importante di energia. Un costo fisso che è importante in questo settore oggi particolarmente instabile, a causa dell’embargo degli Stati Uniti e in parte dell’UE verso la Russia.

Il divieto si applica alle importazioni di petrolio russo, gas naturale liquefatto e carbone. Vieta inoltre nuovi investimenti statunitensi nel settore energetico russo. Oltre a questo, impedisce agli americani di finanziare o consentire alle società straniere che stanno facendo investimenti di produrre energia in Russia.

Gli effetti sull’economia europea dell’embargo energetico e la posizione dell’Italia

L’Europa è molto più esposta sul piano energetico nei confronti della Russia rispetto agli Stati Uniti. Nella giornata di martedì il prezzo il prezzo del greggio Brent è salito di circa il 6% arrivando intorno ai 130 dollari al barile. Per avere un termine di paragone nello stesso periodo del 2021 il prezzo era intorno ai 78 dollari al barile.

Non è ancora chiaro attualmente quanti paesi adotteranno una simile politica. La Casa Bianca si è detta consapevole che “molti dei nostri alleati e partner europei potrebbero non essere in grado di emularci”. Biden ha aggiunto che gli alleati “rimangono uniti nello scopo comune di ostacolare lo sforzo bellico della Russia.

La Gran Bretagna ha reso noto martedì che avrebbe preso misure simili vietando le importazioni di prodotti energetici russi. Il Paese vuole eliminare gradualmente le importazioni di petrolio e prodotti petroliferi russi entro la fine del 2022.

L’ufficio del presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato martedì sera che il paese deve coordinarsi con l’Unione europea prima di intraprendere ulteriori passi in questa direzione. Anche il Governo Italiano si dice concorde nel caso la decisione fosse presa in un ottica di strategia europea.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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