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Economia e Finanza

Fotovoltaico: incredibile, con queste soluzioni i vantaggi sono fenomenali

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Il fotovoltaico consente di ottenere degli incredibili risparmi sull’energia elettrica. Ma qual è il sistema più conveniente?  

Gli impianti fotovoltaici sono una vera e propria rivoluzione, perché utilizzano una delle principali fonti di energia rinnovabile (i raggi solari) per produrre energia elettrica in maniera continuativa.

Foto Canva

Non tutti, però, sanno che ci sono diversi metodi per sfruttare l’energia prodotta tramite il fotovoltaico. Ad esempio, si può ricorrere all’autoconsumo, particolarmente diffuso nelle comunità energetiche rinnovabili e nei gruppi di autoconsumo collettivo.

Un altro strumento è lo scambio sul posto, tramite il quale c’è una compensazione tra l’energia immessa nella rete e quella prelevata.

Analizziamo con attenzione, dunque, tutte le possibili soluzioni per le diverse esigenze e scopriamo quali sono le più convenienti.

Per maggiori informazioni, consulta il seguente articolo: “Stai pensando di installare un impianto fotovoltaico? Ecco 4 buoni motivi per farlo“.

Fotovoltaico: in cosa consiste l’autoconsumo?

Con riferimento all’autoconsumo bisogna, innanzitutto, sottolineare l’esistenza di due diversi tipi:

  1. istantaneo. Comporta l’uso immediato dell’energia prodotta per alimentare la propria abitazione o il proprio stabilimento produttivo. Attraverso un impianto potente si può provvedere anche all’intero fabbisogno energetico, soprattutto di giorno e nei periodi dell’anno in cui i raggi solari sono più forti. Questo metodo, dunque, è preferibile per gli immobili attivi solo durante le ore diurne, perché consente di risparmiare davvero sulla bolletta della luce;
  2. differito. Si tratta di un sistema di accumulo che prevede la conservazione dell’energia autoprodotta ed il suo utilizzo in un secondo momento. Nella maggior parte dei casi, viene installata una batteria accanto all’impianto fotovoltaico, che permette di utilizzare l’energia rinnovabile anche durante le ore della notte e nei periodi dell’anno in cui i raggi del sole hanno una minore incidenza. È, senza dubbio, un’opzione molto vantaggiosa per coloro che trascorrono gran parte del tempo lontano da casa o che vivono in zone poco servite dalla rete elettrica nazionale, come in alta montagna o nelle piccole isole.

Come viene utilizzata l’energia autoprodotta? Lo scambio sul posto

Chi possiede un impianto fotovoltaico ha la facoltà, da parte del gestore della rete, di usufruire della rete nazionale per immettere l’energia in eccesso. A tal fine, ci sono due differenti meccanismi: lo scambio sul posto e il ritiro dedicato.

Lo scambio sul posto comporta la creazione di una batteria virtuale di energia. In sostanza, c’è una compensazione tra l’energia somministrata nella rete e quella prelevata. Quest’ultima, alla fine, viene pagata in bolletta, ma, successivamente, l’utente riceve un rimborso di circa il 70% della spesa sostenuta. Inoltre, il rimborso comprende anche la somma per il quantitativo di energia immessa e non prelevata. Il contributo in conto scambio ha cadenza semestrale e viene versato attraverso acconto e conguaglio.

Questo sistema, dunque, permette ai consumatori di sfruttare l’energia solo quando ce n’è necessità, pagando un prezzo decisamente minore rispetto a quello classico.

C’è, però, anche un inconveniente. Non è prevista, purtroppo, la gestione autonoma della produzione di energia e, quindi, c’è l’obbligo di pagare la bolletta ogni due mesi. Infine, l’energia realmente consumata attraverso il prelievo dalla rete non proviene da fonti rinnovabili.

Non perdere il seguente approfondimento: “Fotovoltaico e pannelli solari, crescita boom in questa Regione“.

In cosa consiste il ritiro dedicato?

L’altra opzione prevista, se si possiede un impianto fotovoltaico, è il ritiro dedicato. Consiste nella vendita dei kilowattori non autoconsumati al Gestore nazionale.  Possono ricorrere a tale sistema solo coloro che non ha aderito allo scambio sul posto. Bisogna, inoltre, godere degli incentivi che offrono la cd. tariffa omnicomprensiva, cioè una tariffa che comprende anche i proventi della vendita dell’energia (oltre all’incentivo in sé).

Il ritiro dedicato consente di scegliere quanta energia riservare all’autoconsumo e quanta, invece, alla vendita. Il Gestore stabilisce dei prezzi minimi garantiti, che dipendono dalla fascia oraria e dalla zona dell’impianto fotovoltaico. Tale meccanismo, dunque, è il giusto compromesso per i consumatori che, solitamente, producono una quantità di energia maggiore di quella necessaria per alimentare l’immobile.

Fotovoltaico: qual è la scelta migliore?

Tutte le opzioni appena esaminate hanno dei vantaggi e possono essere la scelta migliore per una certa categoria di soggetti. La decisone, dunque, deve basarsi esclusivamente sulle proprie esigenze ed abitudini, dal luogo in cui l’immobile si trova e dal motivo per il quale si decide di installare un impianto fotovoltaico.

Di solito, l’autoconsumo con accumulo è preferibile per diminuire i costi delle bollette ed usufruire dell’energia pulita, però, da solo, non è sufficiente per garantire l’autonomia energetica. Quest’ultimo inconveniente, tuttavia, è risolvibile tramite la creazione di comunità energetiche rinnovabili o di gruppi di autoconsumo collettivo, che comportano la condivisione di energia tra più utenti.

Antonia Festa

Sono una giurista, grande appassionata del mondo classico, di letteratura, politica, musica, teatro e cinema, divoratrice di serie TV. Sono socia di una compagnia di teatro amatoriale e ho curato la sezione 'Intrattenimento' per un giornale online, recensendo film e spettacoli televisivi e teatrali. Attualmente, lavoro come web content writer, occupandomi soprattutto di temi di natura previdenziale ed economica, che mi permettono di coltivare e approfondire il mio interesse per il diritto.

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