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Francia vs USA: il confronto sorprendente sui titoli di Stato e i rendimenti 2025

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Il confronto tra i titoli di Stato francesi e americani accende il dibattito tra risparmiatori e analisti. Da un lato la crisi politica a Parigi spinge i rendimenti al rialzo, dall’altro le mosse della Federal Reserve aprono finestre di ingresso sui Treasury. Quale scelta conviene davvero agli investitori nel 2025?

In tempi di incertezza, il mondo obbligazionario torna protagonista. I titoli di Stato sono considerati rifugio in fasi di volatilità, ma non tutti i mercati si muovono allo stesso modo. Le tensioni politiche in Francia e le decisioni della Federal Reserve negli Stati Uniti stanno creando scenari divergenti, e chi costruisce un portafoglio obbligazionario si trova a valutare attentamente rischi e opportunità.

Francia vs USA: il confronto sorprendente sui titoli di Stato e i rendimenti 2025 – trading.it

La domanda che molti si pongono è se convenga puntare di più sugli OAT francesi o sui Treasury americani, entrambi oggi con rendimenti sopra la media recente. In questo contesto, anche la politica della Banca Centrale Europea e le dinamiche del cambio euro-dollaro incidono sulla scelta.

Il caso francese: rendimenti in crescita per via della crisi politica

La Francia vive una fase di instabilità che ha avuto riflessi diretti sul mercato dei titoli di Stato. Gli OAT (Obligations assimilables du Trésor), in particolare quelli a 7-10 anni, hanno visto i rendimenti salire sensibilmente, offrendo occasioni di ingresso a prezzi ribassati. Secondo dati citati da Bloomberg, i titoli a breve termine, come l’OAT con scadenza a due mesi, rendono circa il 2%, mentre sulle durate più lunghe il rendimento può salire oltre il 3%.

Il caso francese: rendimenti in crescita per via della crisi politica – trading.it

Gli analisti sottolineano che ogni crisi politica francese ha avuto impatti temporanei sulle quotazioni, ma storicamente il sistema istituzionale ha trovato soluzioni di stabilità. Un’eventuale ricomposizione del quadro politico potrebbe quindi favorire un recupero delle quotazioni, con vantaggi per chi acquista in questa fase. Inoltre, l’aumento dello spread tra titoli francesi e tedeschi ha reso Parigi più attraente, soprattutto rispetto ad altri mercati dell’area euro. Per molti gestori, questo rappresenta un’occasione per bilanciare il portafoglio con strumenti che offrono rendimento aggiuntivo a fronte di un rischio politico comunque circoscritto.

Il debito americano e il ruolo della Federal Reserve

Sul fronte opposto, gli Stati Uniti offrono un contesto più prevedibile dal punto di vista istituzionale ma fortemente influenzato dalle mosse della Federal Reserve. Dopo mesi di tassi fermi al 4,50%, la banca centrale americana ha avviato un graduale percorso di riduzione, che secondo il Wall Street Journal potrebbe proseguire nei prossimi trimestri. I Treasury restano quindi al centro dell’attenzione, con il titolo a scadenza 2027 che oggi offre un rendimento vicino al 3,8%.

Per chi investe in euro, il fattore cambio rappresenta una variabile cruciale. Un indebolimento del dollaro riduce i vantaggi del rendimento, mentre una sua stabilità o rafforzamento li amplifica. Alcuni analisti, come sottolineato in recenti note da Goldman Sachs, ritengono poco probabile un forte ribasso del dollaro nel breve, scenario che renderebbe i Treasury ancora appetibili. Inoltre, la solidità del mercato americano e la profondità della sua liquidità rendono i bond statunitensi strumenti privilegiati per investitori istituzionali e privati.

Nelle strategie di portafoglio, diversi osservatori propongono una combinazione bilanciata: maggiore esposizione ai titoli francesi, oggi più convenienti grazie al premio di rischio politico, e una quota significativa di Treasury per beneficiare della tendenza ribassista sui tassi americani. Alcuni desk operativi hanno indicato una ripartizione ipotetica del 60% in OAT e 40% in bond USA, un mix che mira a cogliere le opportunità su entrambe le sponde dell’Atlantico senza trascurare i rischi legati a inflazione, tassi e cambi.

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