L%26%238217%3Beconomia+europea+potrebbe+cambiare%21+I+tre+pericoli+reali+per+gli+investitori
tradingit
/guerra-ucraina-materie-prime-impatto-economia-europea/amp/
Borsa e Mercati

L’economia europea potrebbe cambiare! I tre pericoli reali per gli investitori

Published by

Se l’economia europea dipenderà dall’attuale conflitto in Ucraina, la risposta cambierà dalla durata della crisi.

Se questa sarà breve l’impatto sarà di conseguenza limitato. Tuttavia, secondo quanto emerge non sembra ci siano possibilità di ripensamenti da parte russa. A prescindere da questo le conseguenze di questa azione modificheranno sul lungo periodo i rapporti diplomatici con il Paese.

Questo significa anche mutamenti nelle relazioni commerciali, che influiranno sulla crescita economica e sull’immediato stanno già scontandosi sull’inflazione. L’aumento dei prezzi dovuto ai problemi di approvvigionamento energetico con rincari delle materie prime può già dirsi un’evidenza. Questo è stato acuito da un mancato riassorbimento del prezzo dei carburanti fossili come petrolio e gas, che avevano raggiunto record di prezzo già a causa della crisi produttiva durante la pandemia.

Un rincaro duraturo del petrolio dagli 85 ai 120 dollari porterebbe a una riduzione della crescita del PIL Europeo di circa 0,4 – 0,6 punti percentuali. L’impatto del rincaro si ripercuote alla base dei prezzi di beni e servizi e si scontano inevitabilmente sul margine di profitto e anche sul potere d’acquisto del consumatore. Per quanto riguarda le materie prime non energetiche come alluminio, palladio, ma anche il grano l’effetto non dovrebbe risultare sistemico. Più importante tra tutti in uno scenario a lungo termine rimane il gas.  Nell’immediato è difficile fare a meno del gas Russo, mancando alternative economiche alle infrastrutture e alle importazioni dal Paese.

L’impatto delle materie prime sull’economia europea. Lo scenario di lungo periodo

Secondo Eurostat più del 38% del gas naturale utilizzato dai membri dell’Unione europea nel 2020 è stato importato dalla Russia. Tra i paesi più dipendenti dal gas russo Repubblica Ceca, Lettonia e Moldavia che dipendono dal Paese al 100%. Anche l’Italia pur collocandosi nella seconda metà della classifica dipende dal gas russo per ben il 43%.

Mentre l’Europa sta esplorando nuove le opzioni per diversificare le proprie fonti di approvvigionamento, Gazprom ha firmato un contratto per progettare il gasdotto Soyuz Vostok che, attraverso la Mongolia, arriverà in Cina.

Qualora la Russia raggiungesse un nuovo accordo per la fornitura di gas, Soyuz Vostok potrebbe trasportare fino a 50 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno verso il gigante asiatico. L’accordo è stato preparato da trattative avviate già negli anni precedenti. Questo è avvenuto con serie di accordi pluridecennali iniziati nel 2014, di cui l’ultimo proprio lo scorso anno.

I pericoli per gli investitori e l’impatto delle relazioni commerciali e finanziarie sull’economia europea

L’altro elemento a cui fare attenzione dal punto di vista economico sono le relazioni commerciali e finanziarie. Le relazioni commerciali con la Russia rappresentano meno del 3% delle esportazioni complessive dei Paesi Euro. In questo senso le conseguenze sul Pil dell’Unione Europea dovrebbero essere trascurabili. Più importante invece l’impatto finanziario: i crediti delle banche verso la Russia pesano per circa 1% del Pil della zona euro.

L’inizio delle ostilità ha pesato anche sui mercati finanziari Russi che hanno reagito in modo molto più forte rispetto al 2014 a seguito dell’annessione della Crimea. Le azioni hanno perso in pochi giorni oltre il 50% del proprio valore, il cambio rublo dollaro si è svalutato del 15% circa contro dollaro.

Gli investitori abituati a investire in scenari di forte incertezza potrebbero beneficiare delle giuste condizioni per essere ricompensati dai forti crolli sugli indici russi. Nonostante la grave crisi sarà seguita necessariamente da un’inversione della tendenza ribassista, questo scenario rimane inedito in relazione all’irreversibilità dei nuovi squilibri.

La nuova crisi geopolitica va ad aggiungere incertezza ad uno scenario reso già poco chiaro dal ritiro più rapido del previsto degli stimoli monetari, nonché dall’assenza di garanzie rispetto al ritorno di una nuova crisi sanitaria.

I settori economici più correlati e i risvolti sull’azionario della crisi geopolitica

I pericoli per gli investitori e l’impatto sul mercato immobiliare.

Il terzo settore a cui prestare attenzione in ottica di investimenti è quello immobiliare. Come emerge dall’analisi di Facile.it, l’IRS, l’indice di riferimento che guida l’andamento dei mutui fissi, è salito negli ultimi giorni ai massimi di maggio 2019. Questo ha determinato che per un mutuo fisso da restituire ad esempio in 25 anni il miglior TAEG disponibile sia maggiorato del 40% rispetto a quello degli ultimi 12 mesi.

Questo significa in pratica che le banche hanno necessità di coprire le perdite determinate oltre che da inflazione e rincaro dei prezzi dell’energia anche quelle relative alla crisi finanziaria russa. Se il livello di inflazione attuale diventerà strutturale, sarà inevitabile un intervento da parte della BCE sui tassi di interesse. Questo avrà un impatto diretto sulle rate dei mutui variabili, sia per coloro che hanno già un finanziamento in essere, sia per coloro che intendono sottoscriverne uno nuovo.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

Recent Posts

Controlli a tappeto dell’Agenzia delle Entrate sull’ISEE: le multe arrivano subito

Cambiano i controlli sull’ISEE e diventano invisibili, automatici, incrociati. Il nuovo meccanismo parte subito con …

3 giorni ago

Al via i controlli del Fisco sul Superbonus anche retroattivo con raddoppio IMU e IRPEF

Dopo i lavori con il Superbonus, la partita fiscale non sempre si chiude con l’ultima…

5 giorni ago

Titolo di Stato molto richiesto: il BTP Short term febbraio 2028 cambia con la quotazione del MOT

Dal collocamento al mercato secondario in meno di 24 ore: il Btp short term febbraio…

6 giorni ago

Rottamazione quinquies: si apre uno spiraglio anche per i debiti IMU e TARI

La rottamazione quinquies apre uno spiraglio che guarda oltre lo Stato. Un richiamo ai Comuni,…

1 settimana ago

NASpI: cambia l’anticipo nel 2026, non arriva più tutto subito

La legge di bilancio 2026 riscrive alcune regole chiave degli ammortizzatori sociali. Cambia la liquidazione…

1 settimana ago

Nuova asta BOT a 6 mesi: cosa sapere prima di investire

Tra fine gennaio e inizio febbraio 2026 il Tesoro torna sul mercato con una nuova…

1 settimana ago