Ho chiesto all’INPS di ricalcolare il mio assegno pensione, secondo i miei calcoli mi spetta un importo più alto

Il tuo assegno di pensione potrebbe essere più alto di quello che ricevi. Molti pensionati hanno diritto a un ricalcolo da parte dell’INPS per contributi non conteggiati o per opzioni di calcolo più vantaggiose, ma spesso non ne sono a conoscenza. Ecco quali sono le possibilità concrete per chiedere un aumento.

L’importo dell’assegno pensione che si riceve ogni mese non è necessariamente definitivo. Esistono diverse circostanze, previste dalla normativa, che consentono di presentare una domanda all’INPS per ottenere un ricalcolo e, potenzialmente, un aumento. Questa procedura, nota come ricostituzione della pensione, può essere attivata per svariati motivi, che vanno dalla correzione di semplici errori alla valorizzazione di periodi contributivi dimenticati.

ricalcolo pensione
Ho chiesto all’INPS di ricalcolare il mio assegno pensione, secondo i miei calcoli mi spetta un importo più alto – trading.it

Spesso si tratta di contributi figurativi, come quelli per il servizio militare o la maternità, che non sono stati inclusi nel calcolo iniziale. Altre volte, la possibilità di un assegno più ricco deriva dalla scelta di un metodo di calcolo alternativo, come l’opzione al contributivo, o da contributi versati dopo essere già andati in pensione. Conoscere queste opportunità è il primo passo per verificare la correttezza della propria posizione e agire per tutelare i propri diritti.

Ricostituzione per contributi mancanti e supplemento

La causa più comune che porta a un ricalcolo è la presenza di contributi non conteggiati al momento della liquidazione della pensione. La domanda di ricostituzione permette di valorizzare questi periodi, ottenendo un ricalcolo dell’assegno e il pagamento degli arretrati spettanti. Rientrano in questa casistica i contributi obbligatori, quelli da lavoro svolto all’estero, i periodi riscattati come la laurea, o i già citati contributi figurativi per servizio di leva o maternità. A volte, il ricalcolo si rende necessario anche per la correzione di errori materiali commessi dall’Istituto nel calcolo delle retribuzioni o dell’anzianità contributiva.

contributi mancanti
Ricostituzione per contributi mancanti e supplemento – trading.it

Un’altra importante opportunità è il supplemento di pensione, dedicato a chi, pur essendo già pensionato, continua a lavorare e a versare contributi. In questo caso, è possibile chiedere un primo ricalcolo dopo almeno due anni dalla decorrenza della pensione, mentre le richieste successive possono avvenire dopo cinque anni. Questa integrazione permette di non disperdere i contributi versati dopo il pensionamento, incrementando l’importo dell’assegno.

Opzione al contributivo e fattori reddituali

Una possibilità specifica, ma potenzialmente molto vantaggiosa, è l’opzione per il calcolo interamente contributivo. Questa scelta è riservata ai lavoratori nel sistema “misto” che al 31 dicembre 1995 avevano meno di 18 anni di contributi. Optare per il metodo contributivo può risultare conveniente per chi ha avuto carriere con stipendi crescenti, in quanto valorizza l’intero montante versato. È fondamentale sapere che tale scelta è irreversibile e deve essere attentamente valutata, magari con il supporto di un patronato, poiché non sempre garantisce un risultato migliorativo.

Infine, l’importo della pensione può variare anche in base a fattori reddituali. Se il reddito personale o coniugale scende al di sotto di determinate soglie, si può avere diritto all’integrazione al trattamento minimo o ad altre maggiorazioni sociali. Per questo è cruciale comunicare correttamente i propri dati reddituali all’INPS, presentando annualmente il modello RED, per assicurarsi di ricevere tutte le prestazioni a cui si ha diritto.

Gestione cookie