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Imu 2022, da quest’anno il ritardo sulla prima rata costa meno: cosa cambia

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Spesso capita di pagare in ritardo la rata dell’Imu: tuttavia, per il 2022 pagare in ritardo comporta delle sanzioni che pesano meno. Scopriamo insieme di cosa si tratta. 

Quando si tratta di adempimenti fiscale e in linea generale del pagamento delle tasse, una dimenticanza può costare davvero molto cara. Infatti, chi non adempie a determinate scadenze entro i tempi stabiliti e costretto quasi sempre al pagamento di una maggiorazione legata ai giorni di ritardi.

IMU in ritardo

Pagare in ritardo, quindi, comporta il pagamento di un importo maggiorato rispetto a quello previsto. E’ questo il caso di chi per dimenticanza non adempie alla scadenza dell’Imu entro il termine stabilito dal legislatore. Tuttavia, per questo 2022 pagare in ritardo la prima rata dell’Imposta Municipale Propria (IMU) può costare molto meno: ecco di cosa si tratta.

Pagare in ritardo l’Imu 2022 costa meno: ecco di cosa si tratta

L’Imposta Municipale Propria è un tributo a livello comunale che i cittadini sono tenuti a pagare per il possesso degli immobili. Per il 2022, così come gli altri anni, le date di scadenza per il pagamento del tributo sono due: la prima, è stata fissata dal legislatore il 16 giugno 2022. Tuttavia, potrebbe capitare che per dimenticanza, il contribuente non effettui il versamento della rata alla data di scadenza prefissata.

Coloro che non provvederanno al pagamento entro la scadenza in questione sono soggetti a pesantissime sanzioni che possono pesare molto sulle loro tasche. In questo caso, costoro possono appellarsi all’istituto del ravvedimento operoso: questo sistema permette di regolarizzare la propria situazione anche con pagamenti e sanzioni ridotte.

Ci sono diversi di ravvedimento operoso, in base al ritardo con cui si effettua il pagamento:

  • Sprint, da effettuare entro 14 giorni dalla scadenza e che e prevede una sanzione pari allo 0,1% della tassa per ogni giorno di ritardo;
  • Breve, che può essere effettuato fino a 30 giorni dalla scadenza e che prevede una sanzione pari all’1,5%;
  • Medio, che può essere effettuato fino al 90esimo giorno dalla scadenza e prevede una sanzione fissa dell’1,67%;
  • Lungo, che può essere effettuato entro l’anno dalla scadenza e prevede  una sanzione fissa del 3,75%.

Dopo un anno non si potrà più effettuare il ravvedimento operoso e non ci si potrà più sottrarre alle sanzioni in questione.

La novità per il 2022

Una novità per questi contribuenti sta per arrivare in questo 2022: ci sarà, infatti, la possibilità di un ravvedimento lunghissimo per coloro che pagheranno in ritardo la prima rata di giugno 2022.  Con questo tipo di ravvedimento operoso a termine lunghissimo, dunque, se il pagamento viene effettuato entro 2 anni dal termine previsto, la sanzione sarà pari al 4,29% e quindi ridotta di 1/4. 

Qualora, invece, il pagamento venga effettuato oltre i due anni, la sanzione salirà al 5%. Essa arriverà fino al 6% qualora il pagamento avvenga dopo aver ricevuto il verbale di constatazione ma prima di ricevere la cartella esattoriale.

Nicola Sabatino

Studente di Banking and Finance presso La Sapienza di Roma, da tempo per passione mi occupo della redazione di contenuti per testate online. Mi occupo di tematiche fiscali e di strumenti di investimento. Creatore di contenuti per la testata Trading.it da oltre un anno.

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