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In malattia si viene licenziati con la novità della Cassazione: l’ordinanza n. 11154 è una stangata

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Ora i datori di lavoro usano anche i detective per controllare i dipendenti: non si fidano più e qualche volta hanno ragione.

Non abbia paura chi segue diligentemente le regole, ma l’errore può essere dietro l’angolo, pronto a colpirvi. E le conseguenze potrebbero essere molto serie.

In malattia si viene licenziati con la novità della Cassazione: l’ordinanza n. 11154 è una stangata – trading.it

Guai a prendere sottogamba le regole da seguire quando si è in malattia. Tutti i dipendenti dovrebbero conoscerle a memoria ma evidentemente non è così dal momento che qualcuno sbaglia ancora e la pena è la peggiore possibile: il licenziamento. C’è la reale possibilità che se ti trovi a casa in malattia, in quella casa ci devi restare perché sul posto di lavoro non ci torni più. Vediamo come evitare tutto questo.

Tutto nasce da un caso che ha visto coinvolto un operaio che era in malattia per un infortunio al braccio. I principali obblighi a cui è tenuto il lavoratore ammalato sono: avvisare il datore di lavoro; certificare lo stato di malattia; reperibilità durante la malattia. In caso di malattia, anche di un solo giorno, il lavoratore è tenuto ad avvisare immediatamente il datore di lavoro. Poi dovrà comunicare il numero di protocollo identificativo del certificato inviato telematicamente dal medico curante o consegnare il certificato medico alla ditta, entro 2 giorni dal rilascio.

Il licenziamento può scattare anche quando il lavoratore è in malattia: quando può succedere

Gli orari di reperibilità per i dipendenti in malattia in cui è possibile una visita fiscale dell’INPS sono uguali per dipendenti pubblici e privati: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, tutti i giorni della settimana, compresi festivi e sabati e domeniche.

Il licenziamento può scattare anche quando il lavoratore è in malattia: quando può succedere – trading.it

Negli orari di cui sopra, il lavoratore è obbligato a restare in casa: ma nel resto della giornata? Torniamo al caso dell’operaio licenziato. L’uomo è stato sorpreso mentre guidava un motorino durante una gita al mare nonostante il riposo assoluto prescritto dai medici. Ciò che fatto l’operaio è stato documentato da un investigatore privato incaricato dal datore di lavoro. Guidare un motorino con il braccio infortunato è stato giudicato incompatibile con le prescrizioni mediche che richiedevano immobilizzazione e riposo dell’arto. Ed è scattato il licenziamento al quale il lavoratore si era opposto.

In prima istanza la Corte d’Appello aveva rigettato la decisione giudicandola sproporzionata ma poi è intervenuta la Corte di Cassazione che ha ribaltato la sentenza. Secondo i giudici supremi, non è necessario dimostrare un danno concreto al processo di guarigione ma è sufficiente che il comportamento del lavoratore rappresenti un rischio potenziale per il recupero per essere licenziati in malattia. Si ricorda che la legge non vieta ai lavoratori in malattia di svolgere altre attività, purché queste siano compatibili con il loro stato di salute e non interferiscano con il processo di guarigione. Il caso dell’operaio edile mette in luce un aspetto fondamentale: l’importanza di attenersi rigorosamente alle prescrizioni mediche, non solo per evitare il rischio di compromettere la guarigione, ma anche per rispettare i principi di buona fede e diligenza nel rapporto di lavoro.

Rinaldo Ricci

Giornalista pubblicista dal 2002, scrivo da quando ero bambino e non ho mai smesso di farlo, né mai smetterò. Faccio parte di questa azienda dal 2019 e mi occupo di vari argomenti, mi piace parlare con la gente e non solo raccontare le notizie. Padre felice di due ragazze meravigliose

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