Al momento, secondo le normativa vigenti, si va in pensione a 67 anni di età con almeno 20 anni di contributi “pieni”. Sono previste eccezioni e prepensionamenti, ma si andrà mai in congedo indipendentemente dall’età? La proposta esiste.
Immaginiamo di poter andare in pensione a qualsiasi età, “semplicemente” dopo aver versato un tot di anni di contributi. Niente più calcoli complicati, metodi contributivi o misti, attese infinite, e di nuovo ricalcoli a seguito di aggiornamenti alle normative. Dopo una vita al lavoro, sogniamo tutti di poterci congedare e vivere in tranquillità economica ed emotiva la “terza età”.
Attualmente, però, occorrono davvero molti requisiti prima di potersi dedicare al riposo. Sono previste ovviamente alcune eccezioni, e prepensionamenti per i lavoratori precoci, per chi svolge lavori gravosi, per gli invalidi civili e per i familiari che se ne occupano. Ma per tutti gli altri, vigono “ferree” regole.
Sul tavolo del Governo sono già diversi anni che giace una proposta, in attesa di essere valutata. E magari anche accettata. Parliamo dell’idea promossa dai Sindacati – Cgil, Cisl e Uil – che vorrebbero “standardizzare” la pensione per tutti con una “speciale” Quota 41. Ovvero, 41 anni di contributi come requisito unico per andare in pensione. Indipendentemente dall’età del contribuente. In effetti, 41 anni potrebbero essere considerati sufficienti per chiunque.
Ad oggi, l’unica categoria di lavoratori a cui viene applicata questa quota è quella dei lavoratori precoci, che abbiano versato almeno un anno di contributi prima dei 19 anni. E anche se si trovano in disagio economico e non riescono a trovare un lavoro.
Purtroppo però la proposta sta attualmente “prendendo polvere” e non sembra che il Governo abbia intenzione di valutarla. Almeno per il momento. Stando anche all’ultima Circolare INPS emessa a febbraio 2022, ad oggi si può andare in pensione di vecchiaia all’età anagrafica di 67 anni. Per la pensione anticipata, invece, sono previsti almeno 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e un anno in meno per le donne.
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