Prosegue la crescita dell’inflazione; il caro vita si percepisce e influisce soprattutto sul prezzo degli alimenti
Lo scenario determinato dall’aumento dell’inflazione preoccupa le associazioni; sul fronte degli alimenti i prezzi aumentano addirittura del 10% rispetto il 2021.
Assoutenti ha calcolato che gli attuali rincari dei prezzi, soltanto per gli alimentali, rappresentano un aumento dei costi per una famiglia di tre persone di 750 euro annui. Un impoverimento difficile da ignorare anche sul breve termine; questo perché si somma a tutte le altre categorie di spesa, compresi i trasporti e le utenze domestiche.
A giugno secondo l’indagine coldiretti si sono registrati aumenti dei costi di produzione che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio. Anche per questo è necessario intervenire a valle del processo per contenere caro energia e prezzi delle materie prime. Mentre il Governo interviene direttamente sull’Iva dei beni primari, secondo le stime preliminari divulgate dall’Istat, a luglio l’indice dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,4% su base mensile e del 7,9% su base annua.
Aumenta così la disparità nel reddito dei cittadini, con aggravi di spesa che colpiscono i meno abbienti. Per questo è indispensabile adottare misure di sostegno al reddito in modo mirato per sostenere i consumi di chi è più vulnerabile.
I prossimi 14,3 mld del dl aiuti bis vanno destinati a contrastare l’inflazione intervenendo su pensioni, Iva e contributi Inps. Secondo le stime dell’Unione nazionale consumatori un’inflazione al 7,9% significa per una coppia con due figli, un aumento generale del costo della vita di 2630 euro su base annua.
Per il Codacons siamo difronte a una vera e propria emergenza nazionale che avrà effetti pesanti sull’economia e sulle condizioni economiche delle famiglie. È necessario per questo intervenire su una riduzione dei prezzi al dettaglio per permettere alle famiglie di mettere almeno il cibo in tavola senza subire un salasso
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