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INPS blocca riscatto, ricongiunzione, computo o valorizzazione dei contributi: quanto perdi adesso e dopo

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Effetti diretti sui dipendenti, lo dice l’INPS con il messaggio n. 1431/2025, i contributi perduti una volta per tutte.

Se c’è un elemento molto importante per i dipendenti, questi sono proprio i contributi, nello specifico i figurativi. Non ci sarà riscatto, congiunzione, computo o loro valorizzazione, lo spiega l’INPS, ed è diretto ad una categoria specifica di cittadini.

INPS blocca riscatto, ricongiunzione, computo o valorizzazione dei contributi: quanto perdi adesso e dopo- Trading.it

L’INPS blocca queste possibilità per i dipendenti pubblici cessati dal servizio prima del luglio 2010, questi senza diritto a pensione. Lo chiarisce con il messaggio n. 1431/2025, non si può presentare più la domanda per ricattare, ricongiungere, computare o valorizzare i contributi figurativi, e questa è una rettifica che stravolge le precedenti disposizioni INPDAP.

Conseguenze per migliaia di ex lavoratori del pubblico, si tratta di istanze legate alla maternità o al servizio militare al di fuori dei rapporti di lavoro, e ciò vale anche per chi ha avviato contribuzione volontaria.

I chiarimenti sono successivi all’abrogazione del meccanismo che permetteva la costituzione della posizione assicurativa nel FPLD, cioè il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, secondo quanto determinato dall’art. 12 comma 12-undecies, del DL 78/2010 poi convertito in Legge 122/2010.

Lo strumento garantito dalla legge n. 322/1958 consentiva a questi lavoratori senza diritto a pensione di trasferire in maniera gratuita i contributi alla gestione INPS.

Infatti, si distinguono i lavoratori tra Cassa Stato, CTPS, la cui posizione assicurativa si consolida in automatico, ammenoché non si abbiano già raggiunti 20 anni di contributi, la soglia minima per la pensione di vecchiaia. Nelle altre casse invece si applica solo su richiesta dell’interessato, e ciò è possibile anche dopo il 30 luglio 2010.

Ma se la CPA non si può attivare, i contributi possono essere usati lo stesso per conseguire la pensione di vecchiaia a 67 anni, ma anche per cumulo dei figurativi. Chi e quali sono i cambiamenti in gioco?

Contributi INPS, a chi verranno bloccate le richieste di riscatto

Non si tratta soltanto di aggiornamenti in materia di contributi da parte dell’INPS, quanto di una vera azione che rivoluziona l’ambito. Si bloccano le richieste, ecco per chi.

Contributi INPS, a chi verranno bloccate le richieste di riscatto – Trading.it

Indipendentemente dalla CPA, le richieste di riscatto, ricongiunzione, computo e valutazione, sono inammissibili.

Questa la maggior rivoluzione, perché sono vincolanti i termini di decadenza posti dalla normativa speciale in vigore quando c’è stata la cessazione.

In virtù del nuovo orientamento, la prosecuzione volontaria non valorizza i periodi, nemmeno se l’individuo assicurato è in costanza di versamento. Anche se c’è la possibilità di richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari IVS, l’INPS smentisce quanto previsto dalla circolare INPDAP n. 11 del 2006.

Come affermano il messaggio 2802/2024 e il Ministero del Lavoro, si applicano i termini decadenziali previsti dalla vecchia normativa, quindi la posizione assicurativa non potrà essere integrata con ulteriori riconoscimenti mediante le azioni finora citate.

Cambio di rotta netto. Si possono versare i contributi volontari, ma non si possono più valorizzare periodi passati. Ciò irrigidisce la gestione previdenziale, e richiede che gli interessati abbiano sempre tutto sotto controllo.

Fabiana Donato

Redattrice classe '96 nata sotto il segno dei pesci, ma con la grinta di un ariete che passa le giornate tra la kick boxing e la scrittura. Amante di film, anime, libri e manga, ed interessata a tutti ciò che anima il mondo. Laureata in scienze politiche e storia, insegnante a tempo perso, con l'obiettivo di pubblicare le sue storie.

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