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Economia e Finanza

INPS sta cancellando assegno ed arretrati: l’errore da evitare assolutamente

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Attenzione, c’è un errore in corso che ha conseguenze devastanti: l’INPS sta cancellando assegno ed arretrati! Ecco come rimediare.

Rimediare facilmente ad un errore del genere mette paura, ma si può fare. L’INPS sta cancellando assegno ed arretrati, una condizione che non dovrebbe assolutamente verificarsi di questi tempi, specialmente per chi è in piena difficoltà economica. È sempre più duro e difficili affrontare la quotidianità per via dei costi in gioco, ma se c’è anche una sola modalità di risoluzione della problematica, questa va portata avanti con coraggio e sangue freddo. Ecco cosa sapere, soprattutto come gestire nel migliore dei modi le conseguenze del fatto. Non ci sono dubbi, molti contribuenti sono in svantaggio per la situazione, ma si può risolvere.

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Dimezzamenti economici che non piaceranno mai, ma in questo momento rappresentano una stangata senza precedenti. La situazione è buia, e bisogna farvi un po’ di luce per capire a quali elementi appigliarsi. Si sta trattando il caso di famiglie con grosse difficoltà, le quali percepiscono degli assegni che sono fondamentali per sopravvivere. Non si tratta di criticità di poco conto, ma di nuclei che non riescono a far fronte alle spese del quotidiano. Infatti, sono destinatari del taglio due assegni di vitale importanza.

Il primo è l‘Assegno di Inclusione, siglato ADI, disciplinato dal decreto legislativo n. 4 del 2019, finalizzato al migliorare il benessere e l’integrazione di quei soggetti che vivono condizioni di povertà e difficoltà economica e sociale. La domanda può essere fatta negli sportelli dell’INPS adibiti a ciò, e lo stesso importo da percepire varia in relazione al reddito calcolato dall’ISEE. Predisposto per famiglie con minori, over 60, donne vittime di violenze, disabili e svantaggiati. Sia questo che un altro sussidio sono messi in discussione. Non si potranno più ottenere?

Se l’Inps sta cancellando assegno ed arretrati, i cittadini rispondono così!

Il secondo aiuto che subisce un taglio è proprio quello che insieme al già assegno esplicato, entra in gioco nel momento in cui ci sono delle gravi difficoltà economiche. Si sta parlando dell’AUU, cioè sigla che indica l’Assegno unico di inclusione, disciplinato dal decreto legislativo n. 13 del marzo 2021. È destinato a quelle famiglie con figli a carico che nonostante siano maggiorenni, percepiscono delle retribuzioni così basse, da non garantire un reddito adeguato alla sopravvivenza. La domanda può essere presentata direttamente sul portale online. Sia questa che l’altra misura, non esisteranno più?

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È necessario fare luce su entrambe le tipologie di assegni, perché si sono rivelate finora una manna dal cielo. Sia per quanto concerne le famiglie con figli maggiorenni, che negli altri casi con disabili, minorenni, anziani e donne vittime di violenza. Se esistono delle misure del genere, è perché di fondo ci sono delle grosse difficoltà economiche e sociali che negli ultimi tempi si sono ulteriormente acuite. Complice un’inflazione galoppante che non si placa in nessun modo, e una crisi economica che fa stare peggio chi già sta agli stenti. La domanda che verte attorno ai due assegni è legata alle donne che sono in stato di gravidanza. Questi due assegni sono tagliati del tutto?

La condizione è la seguente, ci si chiede se una donna in stato di gravidanza, quindi che non ha ancora partorito, può ottenere l’ADI, prima che il bambino nasca. Questo perché l’AUU è già percepibile quando la donna è al settimo mese di gravidanza. La risposta è un netto taglio. Quindi, per chi è in condizioni di difficoltà con già dei minori a carico, non è possibile percepire l’Assegno di inclusione nemmeno nei tre mesi precedenti alla nascita.

È condizione essenziale che il bambino sia già nato, ma la legge per quanto sia disciplinata in questo modo, determina un grosso taglio. Una volta nato e riconosciuto si procede con l’inserimento del codice fiscale nella domanda dell’assegno. Fondamentale è che si attiva la tessera sanitaria. Questa si ottiene dopo aver riposto la residenza del nascituro e consolidando l’ottenimento della tessera mediante l’azione dell’Anagrafe tributaria. Infine, tutti i dati elaborati si trasmettono all’ADE, Agenzia delle Entrate, che provvede a finalizzare il conseguimento della tessera sanitaria.

Fabiana Donato

Redattrice classe '96 nata sotto il segno dei pesci, ma con la grinta di un ariete che passa le giornate tra la kick boxing e la scrittura. Amante di film, anime, libri e manga, ed interessata a tutti ciò che anima il mondo. Laureata in scienze politiche e storia, insegnante a tempo perso, con l'obiettivo di pubblicare le sue storie.

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