Scandalo a Brooklyn, incriminato un uomo di 38 anni: nella vicenda anche il reporter Ed Hammond che al momento non risulta indagato.
Lo scorso 23 marzo la giuria federale di New York ha incriminato Jason Peltz, 38 anni, con l’accusa di insider trading, riciclaggio, evasione, frode e altri reati correlati. Dietro alla vicenda, risulterebbe esserci uno schema organizzativo tra il signor Peltz, il giornalista di Bloomberg Ed Hammond e alcuni membri delle società coinvolte nella vicenda.
Secondo l’accusa, il signor Jason Peltz si avvaleva per le sue speculazioni di una società, la Peltz Financial Firm. Le operazioni che risultano incriminate partono dal 2016 e quelle conosciute fino a questo momento riguardano Ferro Corp, la Medivation Inc e Inc Research Holdings nel settore chimico, RR Donnelley nelle comunicazioni e Community Healt Systems Inc nei servizi sanitari.
Dall’inizio delle prime indiscrezioni, risulta che Peltz abbia avuto numerosi contatti con Ed Hammond. Anche se il giornalista di Bloomberg al momento non risulta indagato, c’è il forte sospetto che vi sia stato un’accordo o comunque uno scambio di informazioni tra i due protagonisti della vicenda.
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Secondo le accuse, Peltz ha utilizzato informazioni privilegiate per i suoi investimenti, come nel caso della Ferro Corp, quando un amico lo ha messo al corrente di un’offerta di acquisto ricevuta dalla società. Le operazioni in accordo con Hammond, invece, risulterebbero di natura molto più articolata, e con un modus operandi preciso:
Come detto, attualmente è indagato solo Peltz, ma se dovesse essere confermato questo schema operativo, è probabile che anche Hammond sarà costretto a difendersi. Al momento il giornalista è rimaso in silenzio.
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La SEC, l’ente di vigilanza americana, non ha ancora commentato l’accaduto, ma forse dovrebbe iniziare a preoccupare rispetto agli eventi degli ultimi anni, all’interno del mondo delle fusioni societarie.
Secondo una ricerca pubblicata dall’Università di Londra nel 2020, nel 2019 è aumentato il numero di accordi di acquisizione e fusione trapelati illecitamente: ben l”8,7% in più rispetto all’anno precedente. Un dato che fa riflettere, soprattutto date le tecnologie a disposizione degli organi di vigilanza nella lotta contro i reati finanziari.
Come è ovvio, chi è parte attiva di queste contrattazioni e movimentazioni ha un forte interesse nel far trapelare alcune informazioni. A volte però è molto difficile ricostruire il quadro dell’intera vicenda, proprio perché in queste operazioni normalmente sono convolti numerosi interpreti. Basti pensare ai colloqui in presenza, tra consulenti, avvocati, intermediari e banchieri, tutte figure necessarie per la strutturazione dell’operazione.
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