Chi deve presentare l’ISEE corrente prima della disponibilità della Certificazione Unica 2026 può comunque attestare i redditi da NASpI. Esistono soluzioni riconosciute che permettono di dimostrare le somme percepite senza attendere marzo. Ma attenzione alla forma della documentazione.
Nel contesto delle prestazioni sociali agevolate, il tema della documentazione reddituale aggiornata diventa centrale ogni volta che si verifica una variazione della situazione lavorativa. L’ISEE corrente nasce proprio per rispondere a queste esigenze, consentendo di fotografare una condizione economica più recente rispetto a quella ordinaria.
In questo scenario, strumenti come la NASpI, la DSU e la Certificazione Unica assumono un ruolo determinante nella corretta compilazione della pratica. Tuttavia, i tempi tecnici di rilascio dei documenti da parte di INPS possono creare un disallineamento tra il bisogno immediato del contribuente e la disponibilità ufficiale delle certificazioni.
La INPS rende disponibile la Certificazione Unica 2026 a partire dal 13 marzo, anche se può essere richiesta tramite diversi canali. Tuttavia, chi deve presentare prima l’ISEE corrente non resta senza alternative.
Le istruzioni per la compilazione della DSU chiariscono che il contribuente può allegare documentazione idonea a dimostrare la variazione del reddito e la situazione aggiornata. Anche se non esiste un riferimento specifico alle prestazioni di disoccupazione, il principio resta chiaro: servono documenti ufficiali che attestino in modo tracciabile le somme percepite.
Nel caso della NASpI, il documento più assimilabile alla busta paga è rappresentato dallo statino mensile INPS. All’interno dell’area riservata del portale, il beneficiario può accedere ai prospetti di pagamento e scaricare i documenti in formato PDF. Questi statini riportano importo lordo, trattenute e pagamenti e costituiscono la modalità più corretta per certificare il reddito percepito negli ultimi 12 mesi.
Diverso il caso degli screenshot. Anche se mostrano le mensilità lorde presenti nella sezione dedicata alla NASpI, non rappresentano una forma documentale ufficiale. Le indicazioni disponibili non prevedono esplicitamente l’uso di autocertificazioni o immagini in sostituzione dei documenti scaricabili. Per questo motivo, l’opzione preferibile resta sempre il download dei prospetti in PDF direttamente dal portale INPS.
Dal punto di vista operativo, la compilazione della DSU richiede attenzione anche ai quadri da utilizzare. Nel Quadro S2 si indica il tipo di variazione del rapporto di lavoro, distinguendo tra cessazione di lavoro a tempo indeterminato o a termine. Il Quadro S3 serve per riportare i redditi aggiornati del componente interessato, mentre il Quadro S4 raccoglie la documentazione allegata, compresi gli statini NASpI scaricati.
Un caso pratico chiarisce il meccanismo. Un contribuente che ha perso il lavoro e percepisce la NASpI da alcuni mesi deve presentare l’ISEE corrente per accedere a una prestazione agevolata. In assenza della Certificazione Unica, può entrare nel portale INPS, scaricare tutti gli statini mensili relativi agli ultimi 12 mesi e allegarli alla DSU. In questo modo dimostra in modo coerente e documentato la variazione del reddito, senza attendere il rilascio ufficiale della CU.
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