Un taglio pretestuoso delle forniture dalla Russia non sembra una possibilità remota. Le forniture possono essere interrotte lasciando Italia e Ue in balia dei mercati.
E’ iniziata la prevista manutenzione al gasdotto Nord Stream 1. I lavori sull’impianto della russa Gazprom dureranno almeno fino al 21 di luglio.
Il mese scorso la Russia ha già mostrato la sua capacità di ridurre senza troppi convenevoli l’approvvigionamento del gas. Oggi il secondo livello di emergenza non sembra lontano dall’essere preannunciato; questo prevede l’utilizzo degli stoccaggi e il taglio dei consumi a centrali elettriche e alle industrie.
Nord Stream è l’infrastruttura più importante per l’importazione del gas in Ue. Con i suoi 55 miliardi di metri cubi all’anno di gas dalla Russia, arrivano verso la Germania risorse fondamentali per l’economia del vecchio continente.
Razionare i consumi sarà una necessità se i flussi nel Nord Stream non verranno ripristinati. Il mondo come lo pensiamo sta certamente per cambiare ancora, in modi difficili da prevedere. Tra le misure d’emergenza che verranno predisposte in caso di razionamento del gas: riduzione dell’illuminazione stradale, dei servizi non essenziali e fasce orarie per il riscaldamento.
Quest’anno il Governo ha predisposto una proroga per il prossimo trimestre dell’azzeramento degli oneri generali di sistema per gas ed elettricità per famiglie e attività commerciali. Gli interventi non sembrano però sufficienti a garantire in futuro la stabilità dei prezzi. Nell’attuale situazione in assenza di interventi diretti sul mercato, gli aumenti sarebbero stati rispettivamente del 45 e del 15%.
Dal punto di vista della strategia sulla sicurezza energetica l’Italia cerca di raggiungere entro l’inverno il 90% del riempimento degli stoccaggi. Tuttavia in caso di un’interruzione completa possono essere introdotte misure di contenimento dei consumi con riduzione della temperatura nei sistemi di riscaldamento centralizzato e negli uffici.
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